Aggiornato al 06/03/2026 - 12:56
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Siracusa, colonscopia dopo 14 mesi per paziente oncologica: M5S attacca sulle liste d’attesa

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Scandaloso, basta con le prese in giro del governo Schifani sulle liste d’attesa

A Siracusa torna al centro del dibattito il tema delle liste d’attesa nella sanità. Secondo quanto segnalato dal Movimento 5 Stelle, una paziente oncologica avrebbe dovuto attendere 454 giorni, pari a 14 mesi e 28 giorni, per effettuare una colonscopia all’ospedale Umberto I.

L’esame, richiesto il 2 ottobre 2025, sarebbe stato fissato solo per alcuni giorni dopo il Natale del 2026. Di fronte ai tempi indicati, il familiare della paziente avrebbe deciso di rivolgersi alla sanità privata.

Il caso è stato portato all’attenzione pubblica da Carlo Gilistro, deputato regionale e pediatra del M5S, che ha annunciato un’iniziativa formale per verificare la situazione delle liste d’attesa sanitarie a Siracusa.

“Non si può chiedere – dice Gilistro – ad una paziente oncologica di aspettare quasi un’eternità per un esame, perché 14 mesi sono un’eternità se sulla testa ti pende la spada di Damocle di possibili recidive o metastasi. È vero che il sistema non può sapere che la richiesta arriva da un paziente oncologico, è anche vero però che è fuori dal mondo che si costringa un paziente, oncologico o no, ad aspettare oltre un anno per un esame che non è certo fatto per capriccio ma perché alla base c’è sicuramente una seria sintomatologia”.

Il parlamentare regionale ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà una richiesta di accesso agli atti all’Asp di Siracusa per conoscere i tempi effettivi di attesa per tutte le prestazioni sanitarie.

Secondo quanto riferito, il genero della paziente avrebbe deciso di non attendere i tempi del sistema pubblico. “Il genero della paziente – continua Gilistro – ci ha detto che la congiunta farà l’esame a pagamento, la soluzione, cioè, che sceglie ormai una grandissima parte dei pazienti e che in qualche modo contribuisce a tenere ancora in piedi un sistema che collasserebbe se tutti si mettessero in coda ad aspettare senza ricorrere, pagando, ai privati. Avremmo attese lunghe anche due, tre anni, con tutte le negative conseguenze che ciò comporterebbe”.

Sulla questione interviene anche il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, che critica la gestione delle liste d’attesa in Sicilia da parte del governo regionale.

“Siamo stanchi – rincara la dose il coordinatore regionale del Movimento, Nuccio Di Paola – delle chiacchiere e delle promesse del governo Schifani che finora si sono rivelate completamente sballate. Schifani a gennaio del 2024 aveva annunciato in pompa magna nel corso di una conferenza stampa che le liste d’attesa erano state praticamente azzerate, salvo praticamente smentirsi successivamente, dicendo che avrebbe mandato a casa i manager che non le avessero abbattute. I provvedimenti successivi non mi pare stiano avendo particolare successo. Oggi le liste, e i fatti lo dimostrano, sono ancora vive e vegete, mentre i direttori generali sono ancora al loro posto”.

Nel comunicato, gli esponenti del Movimento 5 Stelle indicano anche una possibile soluzione normativa al problema delle attese per visite ed esami nel sistema sanitario pubblico.

“La vera svolta – dicono Gilistro e Di Paola – potrebbe essere l’applicazione di una legge nazionale di quasi 30 anni fa, sconosciuta praticamente a tutti e totalmente disattesa, che permetterebbe al cittadino, quando il servizio pubblico non è in grado di garantire la tempistica indicata nella prescrizione, di fare gratuitamente visite ed esami nel pubblico, in regime intramurario, o nel privato, pagando solo il ticket, e nemmeno quello, se il richiedente ne è esente. Tutto sarebbe a carico della Regione, che dovrebbe rimborsare ai cittadini le somme eventualmente anticipate”.

Il coordinatore regionale del M5S conclude richiamando alcune iniziative parlamentari già presentate sul tema.

“Per fare applicare questa legge del 1998 – conclude Di Paola – abbiamo depositato una mozione che non è stata nemmeno calendarizzata. Evidentemente ci sono cose ben più importanti da trattare, come il terzo mandato per i sindaci. Abbiamo anche presentato norme in finanziaria che sono state bocciate. E intanto i cittadini aspettano o sono costretti a ricorrere al privato, a pagamento. O, peggio, rinunciano a curarsi. E purtroppo questi ultimi sono sempre di più. Noi comunque non molliamo e ritorneremo alla carica, richiedendo nuovamente la calendarizzazione della mozione”.

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