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Inchiesta sugli appalti a Siracusa, Rabbito chiede al sindaco di presentarsi in aula e apre alla sfiducia

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La consigliera comunale del gruppo misto, dopo le misure cautelari e gli arresti domiciliari disposti nell’ambito dell’indagine Nexus, sollecita un confronto in aula e un segnale sulla Giunta, e dichiara che voterebbe una mozione di sfiducia se Italia dovesse sottrarsi

La consigliera comunale del gruppo misto Daniela Rabbito interviene sugli ultimi sviluppi dell’inchiesta sui presunti appalti truccati, che ha portato all’applicazione di sette misure cautelari e all’esecuzione di arresti domiciliari, e chiede al sindaco di riferire al Consiglio comunale. Non esclude “in caso di rifiuto di votare una mozione di sfiducia”.

“Assisto con profondo rammarico e forte preoccupazione agli ultimi avvenimenti di cronaca giudiziaria che hanno travolto la nostra comunità”, dichiara la consigliera che in estate ha lasciato il gruppo di Insieme per passare al gruppo misto, che parla di “vicende destinate a incidere sul rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini e di un sentimento di dispiacere e di delusione”. A suo giudizio “la politica dovrebbe essere un punto di riferimento etico e di trasparenza, e vederne offuscata l’immagine davanti alla collettività è doloroso”.

Rabbito ricorda che” per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di innocenza”, ma sottolinea che “la politica risponde a criteri di valutazione diversi, legati alla sfera della moralità”. Non intende entrare nel merito delle responsabilità giudiziarie, che saranno accertate nelle sedi competenti, ma ritiene che” il rispetto per il lavoro della magistratura non debba tradursi in immobilismo”.  “La città – osserva Rabbito – non può restare in un limbo di incertezza, e per questo considera indispensabile un atto di responsabilità immediato”.

La consigliera condivide la posizione di altri gruppi consiliari sulla necessità di un confronto in Consiglio comunale con il sindaco, “che ha il dovere di presentarsi in aula per avviare un dibattito franco, aperto e sincero. Consiglieri e cittadini – afferma – meritano parole di chiarezza sulla situazione politica e amministrativa dell’ente”. Rabbito si dice “favorevole anche a un eventuale azzeramento o a una modifica di parte della Giunta: di fronte a fatti di tale gravità serve, a suo avviso, un segnale forte, passaggio necessario per verificare se esistano ancora le condizioni politiche per andare avanti e per ricostruire un rapporto di fiducia ormai incrinato”.

Sulla trasparenza verso la cittadinanza la consigliera è netta: si tratta di un atto doveroso e di rispetto, e nessun silenzio può essere tollerato. Si augura che il sindaco possa far emergere la propria distanza dai fatti emersi, perché è necessaria la massima trasparenza nei confronti della comunità che gli eletti sono stati chiamati a rappresentare.

Se il sindaco dovesse sottrarsi al confronto con il Consiglio comunale o rifiutare un intervento sulla Giunta, Rabbito dichiara che non sarà disposta a fare da spettatrice né ad avallare quella che definisce un’agonia politica, dannosa esclusivamente per il territorio. In assenza di queste condizioni, si dice pronta a votare un’eventuale mozione di sfiducia per restituire la parola ai cittadini.

«La dignità delle istituzioni e il bene della nostra città vengono prima di ogni appartenenza o calcolo politico», conclude la consigliera.

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