Dichiarazioni distinte dei due deputati regionali sulla bozza di rimodulazione: “No allo smantellamento dei presìdi, servono investimenti immediati”
La bozza di rimodulazione della rete ospedaliera siciliana continua a generare reazioni da parte del mondo politico e istituzionale locale. In particolare, i deputati regionali Carlo Auteri della Democrazia Cristiana e Giuseppe Carta del movimento Grande Sicilia – anche sindaco di Melilli – hanno espresso posizioni autonome, ma convergenti nella contrarietà a tagli e ridimensionamenti che interesserebbero gli ospedali di Lentini e Noto.
Auteri: “Non si può pensare allo smantellamento”
«Ho letto e ascoltato le preoccupazioni dei sindaci sulla bozza di rimodulazione della rete ospedaliera e le condivido – ha dichiarato Carlo Auteri –. Lunedì scorso ho incontrato il direttore generale che mi ha rassicurato perché si tratta ancora di una bozza, per l’appunto, ma concepita in un momento storico sbagliato: si ipotizza il potenziamento di Siracusa come Dea di II livello, ma in realtà il nuovo ospedale nella migliore delle ipotesi verrà realizzato nella successiva rimodulazione. Il territorio non può essere mortificato e non si può pensare allo smantellamento di alcuni posti letto tra Lentini e Noto».
Auteri ha concluso: «Sono dalla parte dei sindaci e dei cittadini – chiosa – la provincia di Siracusa non merita solo un Dea di II livello con il nuovo ospedale (nella successiva rideterminazione) ma necessita fin da subito di un investimento sui reparti e non di una mortificazione».
Carta: “Giù le mani dagli ospedali di Lentini e Noto”
Anche Giuseppe Carta, deputato e primo cittadino di Melilli, è intervenuto con decisione sulla questione, annunciando la propria posizione alla vigilia della Conferenza dei sindaci, prevista alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Daniela Faraoni.
«Oggi, nella mia doppia veste di sindaco e di parlamentare regionale – dichiara Carta – durante la conferenza dei sindaci ribadirò con fermezza una posizione chiara: giù le mani dagli ospedali di Lentini e Noto. La rete ospedaliera deve essere pensata per offrire servizi capillari e accessibili, non per creare deserti sanitari nei territori».
Carta ha poi aggiunto: «La nuova proposta di dimensionamento prevede l’istituzione del DEA di II livello a Siracusa, una scelta condivisibile, ma solo dopo l’effettivo avvio dell’ospedale. I 60 posti letto previsti per Siracusa sono stati sottratti alla provincia: 27 letti in meno tra gli ospedali di Noto, Avola e Lentini. Una decisione impattante, soprattutto se consideriamo che l’ospedale di Siracusa verrà completato, verosimilmente, non prima di dieci anni. Cosa accadrà nel frattempo ai cittadini che vivono fuori dal capoluogo?».
«Dico sì a un ospedale di riferimento per l’intera area, ma NO allo smantellamento silenzioso dei presidi territoriali – conclude Carta –. La rete ospedaliera deve essere una rete di servizi e non una somma di tagli. È in gioco il diritto alla salute di migliaia di persone».





