Un solo commissario ad interim, quattro sovrintendenti a turno. Media di 650-700 detenuti con organico ridotto
Mancanza di figure apicali e le gravi carenze di organico che stanno mettendo a rischio l’ordine e la sicurezza dell’istituto. Questa la denuncia del sindacato Osapp della Polizia Penitenziaria che emerge in un documento indirizzato alla senatrice Dafne Musolino e al Senato della Repubblica, a firma del segretario provinciale Giuseppe Argentino.
Secondo quanto dichiarato dal sindacato, il carcere di Siracusa opera con un solo commissario con incarico ad interim di comandante di reparto e un solo ispettore presente in istituto. La struttura conta quattro sovrintendenti a servizio a turno e assistenti capo coordinatori che suppliscono anche alla sorveglianza generale, in un istituto di primo livello con una media di detenuti che si aggira costantemente tra i 650 e i 700.
La popolazione carceraria include sezioni di alta sicurezza, detenuti comuni, sex offender, appellanti, ricorrenti, arrestati in attesa di giudizio e detenuti al 14 bis. A questo si aggiungono detenuti con problemi psichiatrici che hanno compreso l’attuale stato di crisi e cercano di imporre le loro regole.
L’allarme del sindacato
Il segretario provinciale Argentino ha sottolineato: “Non sappiamo se la direzione abbia rappresentato agli organi superiori tale stato di crisi che tocca inevitabilmente l’ordine e la sicurezza dell’istituto, ma come organizzazione sindacale non possiamo esimerci dal denunciare tale stato di cose”.
Il personale di Polizia Penitenziaria, secondo quanto dichiarato dall’Osapp, si sente abbandonato senza il supporto necessario nei vari turni di servizio e con la continua presenza delle varie figure di comando. La denuncia evidenzia come la situazione sia diventata insostenibile per chi lavora quotidianamente nella struttura, dovendo garantire la sicurezza con risorse insufficienti.
Il sindacato ha chiesto un intervento urgente da parte degli organi competenti, riservandosi il diritto di attuare tutte le forme di protesta democraticamente previste. “Tale stato di cose è diventato insostenibile da parte del personale di Polizia Penitenziaria”, si legge nel documento firmato dal segretario provinciale Giuseppe Argentino.











