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Siracusa, La denuncia di Osapp: “Nelle carceri organico insufficiente e troppe aggressioni agli agenti”

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Il sindacato Polizia Penitenziaria: 74 nuove unità non bastano. Argentino: aumentano violenze contro agenti, serve maggiore tutela e applicazione decreto 14 Bis

L’Osapp, il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, lancia l’allarme sulla situazione degli istituti penitenziari della provincia di Siracusa. In un comunicato stampa firmato dal segretario provinciale Giuseppe Argentino, l’organizzazione denuncia la persistente carenza di personale e l’aumento delle aggressioni ai danni degli agenti.

Secondo quanto riferito dal sindacato, recentemente il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha previsto per la Regione Sicilia un incremento di organico di 306 unità, di cui 74 assegnate alla provincia di Siracusa. La ripartizione prevede 9 unità maschili per la Casa Circondariale di Siracusa e 24 unità maschili più 11 femminili per la Casa di Reclusione di Augusta, per un totale di 35 unità, mentre ad Augusta sono stati assegnati 4 agenti femminili e 26 maschili, per un totale di 30 unità.

“Certamente per questo se pur sostanziale incremento, anche se non completo rispetto alle reali necessità operative, hanno contribuito sia parlamentari Provinciali che, rispetto alle denunce fatte tramite Organi di stampa dall’Osapp, hanno avuto una sponda e hanno contribuito con loro interventi ed interrogazioni parlamentari a rappresentare, come giusto che sia, la grave crisi organizzativa che da parecchio tempo si registrava negli istituti penitenziari della provincia”, si legge nel documento.

Nonostante l’incremento sia stato accolto positivamente, il sindacato sottolinea come questo non sia sufficiente a garantire condizioni di lavoro adeguate. L’organizzazione ha più volte segnalato la crisi organizzativa che affligge le strutture penitenziarie del territorio, evidenziando come il personale in servizio sia costretto a operare in condizioni di costante sotto organico.

Osapp evidenzia anche l’aumento delle aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria, un fenomeno che non può essere ridotto a semplici episodi isolati. “Per correttezza non bisogna pensare che la stragrande maggioranza dei detenuti siano violenti con la Polizia Penitenziaria, ma la questione è ristretta ad un minimo numero che, evidentemente o non è a conoscenza di quali siano i rischi oggettivi cui vanno incontro quando aggrediscono il personale di polizia penitenziaria oppure non hanno alcun interesse per la loro libertà”, precisa il sindacato.

Il documento sottolinea come aggredire fisicamente o con minacce il personale di Polizia Penitenziaria costituisca un reato grave che comporta conseguenze sul piano disciplinare, con la perdita di 45 giorni di liberazione anticipata nel semestre di riferimento, oltre alla denuncia penale che può portare a pene variabili da uno a sei anni.

Particolarmente rilevante è il riferimento al decreto “14 Bis” che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria può applicare nei confronti di detenuti considerati violenti e pericolosi. Questa misura, secondo quanto spiegato dall’Osapp, comporta un maggior controllo e ulteriori limitazioni all’interno dell’istituto penitenziario per chi si rende responsabile di atti di violenza.

“Aggredire, significa più ‘galera’, oltre a questo, al detenuto violento, il D.A.P. può imporre la misura del ’14 Bis’, che indica tale detenuto come violento e pericoloso, quindi maggior controllo ed ulteriori limitazioni all’interno dell’istituto penitenziario”, conclude il segretario provinciale Giuseppe Argentino.

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