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Siracusa, Tentativo di introdurre sostanze stupefacenti in carcere

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Sequestrati 500 grammi di hashish. Il sinsacato Osapp: “Problema di ordine e sicurezza negli istituti penitenziari”

Un ennesimo tentativo di introdurre sostanze stupefacenti all’interno della casa circondariale di Siracusa è stato sventato ieri pomeriggio: una persona che scavalcava la rete di recinzione di confine tra l’agrumeto e l’istituto penitenziario notata dall’operatore della sala regia che controlla con le telecamere tutta l’area interna ed esterna dell’istituto.

L’intervento della Polizia Penitenziaria

Dato immediatamente l’allarme, un gruppo di agenti della Polizia Penitenziaria dell’istituto si è recato nel blocco C e ha arrestato in flagranza di reato il soggetto, sequestrando circa 500 grammi di hashish. Un complice rimasto nascosto nell’agrumeto si è dato precipitosamente alla fuga.

Giuseppe Argentino, segretario provinciale di Osapp, Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria, sottolinea come si tratti di “fatti del genere ormai non nuovi alla casa circondariale di Siracusa, malavitosi che tentano di introdurre oggetti e sostanze non consentite all’interno dell’istituto, nei modi più svariati”.

Le preoccupazioni del sindacato

Argentino evidenzia che “il fatto che sia stato sequestrato un quantitativo non indifferente di sostanza stupefacente, ci lascia pensare che lo scopo non fosse solo per uso personale, ma queste saranno le indagini della Procura e della Polizia Penitenziaria che cercheranno di fare luce sull’accaduto”.

“L’uso di sostanze stupefacenti da parte dei detenuti – ha sottolineato Argentino – al di là dell’illecito penale, pone un problema di ordine e sicurezza negli istituti penitenziari. “L’assunzione di tali sostanze ne altera l’equilibrio psicofisico conducendo, a volte, il soggetto assuntore ad azioni aggressive nei confronti di altri detenuti o di personale di Polizia Penitenziaria”.

Il sindacato richiama l’attenzione sulla necessità di maggiori controlli e misure di sicurezza per prevenire simili episodi, che mettono a rischio la sicurezza all’interno degli istituti di pena e il lavoro quotidiano del personale della Polizia Penitenziaria.

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