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Tentata truffa dello specchietto a Pachino, denunciata coppia di netini e recuperati i soldi

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I due hanno pedinato la vittima simulando un incidente e facendosi consegnare 250 euro in contanti. Il denaro è stato restituito alla signora. L’appello della Polizia: “Chiamate il 112”

Credevano di aver messo a segno il colpo perfetto ai danni di una vittima vulnerabile, ma la loro fuga è durata poco. Gli Agenti del Commissariato di P.S. di Pachino hanno smascherato e denunciato due persone accusate di aver messo in atto la famigerata “truffa dello specchietto”.

Si tratta di un giovane di 21 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine e sottoposto ad Avviso Orale, e di una donna di 36 anni, entrambi residenti a Noto.

Il modus operandi è stato particolarmente aggressivo. I due truffatori hanno prima individuato la preda, un’anziana signora al volante, e l’hanno pedinata. Dopo aver simulato un urto – la classica tecnica che prevede il lancio di un oggetto sulla carrozzeria per provocare un rumore sordo – hanno convinto la vittima di aver danneggiato il loro specchietto retrovisore.

Non si sono limitati a fermarla in strada: hanno seguito l’autovettura dell’anziana per oltre un chilometro, arrivando fino a casa della stessa. Lì, esercitando una forte pressione psicologica, si sono fatti consegnare 250 euro in contanti a titolo di risarcimento immediato per il finto danno, evitando così la constatazione amichevole.

Fortunatamente, l’azione della Polizia è stata tempestiva. Gli agenti sono riusciti a identificare la coppia e a bloccarla. I soldi estorti sono stati interamente recuperati dai poliziotti e restituiti alla vittima, visibilmente scossa ma sollevata. I due netini dovranno ora rispondere del reato di truffa.

La Polizia di Stato di Siracusa, da tempo impegnata in campagne di prevenzione contro le truffe agli anziani, coglie l’occasione per ricordare una regola fondamentale: «Nel dubbio, bisogna tempestivamente telefonare al numero unico di emergenza 112 (NUE) e chiedere l’intervento della Polizia». Spesso, infatti, alla sola minaccia di chiamare le forze dell’ordine, i truffatori desistono e fuggono.

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