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L'INTERVENTO

Caro carburante, Spada: “A Siracusa si raffina il 70% del petrolio italiano, il Governo Schifani intervenga”

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Il parlamentare regionale del PD: “Si discuta la possibilità di fornire aiuti agli agricoltori e alle famiglie siciliane”

“Il Governo Schifani si impegni per aiutare gli imprenditori siracusani a fronte del caro carburante”. In Assemblea Regionale Siciliana, il deputato regionale e sindaco di Solarino Tiziano Spada ha denunciato la situazione che vive l’intera Sicilia dopo l’aumento vertiginoso dei prezzi del carburante. Sul punto, in tutta l’Isola sono scoppiate le proteste di agricoltori, allevatori e imprenditori dei diversi settori, che lamentano l’incapacità sostenere le spese di approvvigionamento del diesel o della benzina per i macchinari da lavoro.

“L’aumento indiscriminato del costo del carburante, soprattutto in Sicilia, dovrebbe essere approcciato da questo Governo Regionale con un’iniziativa che non può ricadere all’interno degli aiuti di Stato o sulle modifica delle accise differenziate a livello regionale, ma che sicuramente potrebbe aiutare gli agricoltori e le attività produttive a superare questa crisi – sottolinea Spada -. In Sicilia, nel triangolo industriale di Siracusa, viene raffinato il 70% del petrolio d’Italia. Mi rivolgo alla Giunta Schifani perchè oggi per la popolazione dei comuni Aerca che comprende Priolo Gargallo, Melilli, Augusta, Siracusa, Floridia e Solarino non esiste alcun incentivo rispetto al caro carburante”.

Ieri, a Siracusa, davanti ai cancelli dell’impianto Isab Sud è andato in scena il sit-in degli agricoltori siracusani contro l’aumento del prezzo del gasolio. Una forma di protesta che i rappresentanti del comparto hanno annunciato di voler reiterare se la situazione non dovesse cambiare: “La protesta degli agricoltori nei pressi della raffineria è emblematica – aggiunge l’on. Spada -. Chiedo al Governo Schifani la possibilità di discutere su eventuali aiuti nei confronti degli imprenditori, visto che ancora non ne abbiamo sentito minimamente parlare”.

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