I privati replicano alla decisione del Comune di Ragusa di interrompere la negoziazione per la gestione del Castello e di Palazzo Zacco. Dubbi sulla tempistica della rottura: “Decisione fulminea”
“Amicus Plato, sed magis amica veritas”. Inizia con una citazione filosofica la dura replica di Civita Sicilia e Logos Società Cooperativa alla decisione del Comune di Ragusa di interrompere la negoziazione per il partenariato su Donnafugata e Palazzo Zacco.
Dopo la determinazione dirigenziale che ha sancito lo stop al progetto di partenariato speciale pubblico-privato, i proponenti hanno deciso di rendere pubblici i numeri e i dettagli dell’offerta, lanciando pesanti critiche sulla gestione della procedura da parte dell’Ente.
Le criticità attuali: “Gestione affidata a pochi volontari”
L’idea del partenariato, nata nel 2024, mirava a risolvere quelle che Civita definisce “evidenti criticità” nella gestione comunale. Secondo la nota stampa, l’attuale gestione è affidata a “due o tre dipendenti comunali e a pochissimi volontari” con retribuzioni modeste, in un contesto privo di servizi organizzati, visite guidate, laboratori didattici e accessibilità per disabili.
I numeri della proposta rifiutata
Per confutare la decisione del Comune, Civita e Logos hanno diffuso i dati economici della proposta, che sarebbero stati suscettibili di ulteriori miglioramenti se la trattativa non fosse stata interrotta:
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Personale: Assunzione stabile di almeno 24 unità con CCNL e l’impiego di 5 professionisti senior, per un costo iniziale di oltre 700 mila euro l’anno, eliminando il precariato.
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Manutenzioni e Decoro: Previsti 1.400.000 euro per utenze e pulizia e 1.100.000 euro per la manutenzione ordinaria, cifre definite “ben più alte dei costi sostenuti dal Comune”.
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Investimenti: Oltre 220 mila euro subito per allestimenti e migliorie.
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Promozione: Un investimento in comunicazione di 950.000 euro.
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Canone: Un canone annuo di 30.000 euro, incrementato dell’81% durante la negoziazione.
Il nodo della trasparenza e della tecnologia
Un punto cruciale riguarda la gestione degli incassi. La proposta prevedeva la sostituzione dell’attuale biglietteria con un sistema elettronico collegato direttamente all’Agenzia delle Entrate, garantendo totale trasparenza e permettendo prenotazioni online. Civita contesta la richiesta del Comune di visionare il conto corrente della società, definendola una prassi inusuale per questa fattispecie.
La polemica sui tempi: “Decisione fulminea”
I privati sollevano dubbi sulla tempistica della rottura. Civita riferisce di aver inviato i documenti richiesti il 26 novembre 2025. L’Ufficio tecnico ha risposto il 4 dicembre e, il giorno stesso, il RUP ha proposto l’interruzione, accolta dal Dirigente il 5 dicembre.
“Una tempistica molto stringente, per non dire fulminea, decisamente inusuale se paragonata a quella molto lenta imposta dagli stessi uffici nei lunghi mesi precedenti”. Inoltre, Civita lamenta di aver ricevuto l’atto solo il 9 dicembre, tre giorni dopo la sua pubblicazione online avvenuta durante il ponte festivo.
La conclusione: “Saremo osservatori vigili”
Civita Sicilia e Logos sembrano pronte a farsi da parte, ma con un avvertimento: “Chiunque assumerà la gestione […] dovrà garantire almeno i numeri da noi proposti. Su questo, sempre per amore della verità, saremo osservatori vigili e attenti”.











