Per il mondo imprenditoriale, l’attuale sistema di attraversamento rappresenta un costo fisso inaccettabile che frena lo sviluppo: “Una distanza che oggi costa alle nostre imprese una sorta di vero e proprio dazio permanente”
Il mondo delle imprese scende in campo e prende una posizione netta e inequivocabile sul futuro infrastrutturale del Sud Italia. Unioncamere Sicilia e Unioncamere Calabria hanno annunciato la loro totale adesione alla manifestazione in sostegno della realizzazione del Ponte sullo Stretto, in programma per sabato prossimo, 28 marzo 2026, a Messina.
A rappresentare fisicamente l’ente camerale siciliano durante il corteo sarà il vicepresidente vicario, Ivo Blandina, portavoce di un tessuto produttivo che chiede a gran voce di superare l’isolamento geografico.
La decisione di partecipare attivamente alla manifestazione pro-Ponte nasce da una visione strategica condivisa dai vertici regionali dell’ente. Il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace, e il suo omologo calabrese, Pietro Falbo, hanno sposato in pieno le ragioni della mobilitazione.
Secondo le due Unioni regionali, il collegamento stabile tra le due sponde non è più rinviabile. I vertici camerali sottolineano infatti come la realizzazione del Ponte, unita al potenziamento delle altre infrastrutture di collegamento collaterali:
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Costituirebbe un decisivo volano di sviluppo per i tanti territori direttamente e indirettamente coinvolti.
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Rappresenterebbe un’opera fondamentale non solo per le economie di Sicilia e Calabria, ma per la crescita economica e sociale dell’intera nazione.
A dare ulteriore peso politico alla presa di posizione siculo-calabrese è arrivato anche il pieno e totale sostegno da parte di Andrea Prete, presidente di Unioncamere nazionale.
Il leader nazionale delle Camere di Commercio ha ribadito con forza l’utilità di un’infrastruttura capace di generare enormi ricadute positive, utilizzando parole molto dure per descrivere l’attuale situazione logistica vissuta dagli autotrasportatori e dalle aziende del Mezzogiorno.
«È fondamentale superare finalmente quella separazione geofisica di oltre 3 chilometri – ha dichiarato Andrea Prete –. Una distanza che oggi costa alle nostre imprese una sorta di vero e proprio dazio permanente».
L’appuntamento è dunque fissato per sabato 28 marzo a Messina, dove la voce degli imprenditori si unirà a quella di cittadini e comitati per chiedere l’apertura definitiva dei cantieri.





