I dati dell’Autorità di bacino certificano la ripresa dei volumi invasati, Schifani: “Fondamentale l’apporto delle ultime piogge, del recupero dei pozzi e dei tre nuovi dissalatori”
Lo spettro della grande sete estiva sembra allontanarsi dalla Sicilia. Le risorse idriche dell’Isola, dopo periodi di grave sofferenza, tornano a livelli più che sufficienti per affrontare con serenità la prossima stagione calda. A certificarlo è la stima ufficiale fornita dall’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, guidata dal segretario generale ad interim Carmelo Frittitta, sulla base degli ultimissimi dati raccolti sul territorio.
Il report mensile, aggiornato al 1° aprile 2026 e appena pubblicato, fotografa una situazione in netto miglioramento, figlia delle abbondanti piogge invernali e dei lavori di captazione effettuati negli scorsi mesi.
La fotografia attuale delle dighe siciliane mostra numeri incoraggianti:
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Il confronto con il 2025: Gli invasi registrano oggi un livello di acqua superiore del 58% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
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Il trend mensile: Rispetto a marzo, che aveva già segnato un incremento significativo, si registra un ulteriore aumento del 9%.
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I volumi complessivi: L’attuale volume invasato ha raggiunto quota 580 milioni di metri cubi, un dato che fa tirare un sospiro di sollievo se paragonato ai soli 387 milioni di metri cubi registrati al primo aprile del 2025.
Ad esprimere forte soddisfazione per il superamento della fase più critica è il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che sottolinea come i risultati non siano frutto del solo fattore meteorologico, ma anche di una precisa strategia infrastrutturale, culminata con l’attivazione dei tre grandi poli di dissalazione.
“Le riserve accumulate, unitamente a quelle reperite con gli interventi della Regione sui pozzi e reti, oltre all’apporto dei tre dissalatori costruiti a Trapani, Porto Empedocle e Gela, consentono di affrontare l’approvvigionamento estivo non più in condizioni di severità idrica, garantendo risorse per gli usi potabile, irriguo e industriale”.
Superata l’emergenza immediata, l’obiettivo del Governo regionale è ora quello di consolidare la resilienza del sistema idrico isolano contro i mutamenti climatici.
“Si tratta di risultati concreti – ha concluso il governatore Schifani – raggiunti anche grazie all’incessante lavoro della Cabina di regia regionale per l’emergenza idrica, nella direzione di una gestione più efficiente e strutturata delle risorse, che richiede anche un’attenta pianificazione con la redazione del Piano di tutela delle acque da aggiornare ogni sei anni, in cui sono previste azioni per rendere più resiliente il sistema che va incontro a fenomeni di siccità ricorrenti”.





