I dati aggiornati al 30 giugno 2026 della Fondazione Fiba di First Cisl fotografano una Sicilia dove un milione di residenti ha quasi perso l’accesso ai servizi bancari
I dati relativi alla desertificazione bancaria in Sicilia destano allarme sociale. L’aggiornamento al 30 giugno 2026 della Fondazione Fiba di First Cisl certifica che, nella regione, un milione di residenti non ha quasi più accesso ai servizi bancari. Una situazione drammatica riguarda anche le imprese siciliane: ventimila non dispongono più di una filiale, mentre ventinovemila possono contare su un solo sportello disponibile. Tra distanza dai mercati, carenze infrastrutturali, concorrenza e dotazione di servizi, fare economia in Sicilia si rivela un’impresa nell’impresa.
Il report sindacale certifica che sul territorio isolano sono attivi 21 sportelli ogni 100mila abitanti, la terza peggiore media a livello nazionale. Il ricorso all’internet banking non riesce a compensare queste difficoltà, considerando che la Sicilia si colloca al quarto posto dal fondo per utilizzo dei servizi informatici finanziari, con una percentuale del 44 per cento. Peggio della Sicilia figurano solo Basilicata, Campania e Calabria.
L’analisi, elaborata dalla Fondazione Fiba su dati di Banca d’Italia e Istat, individua Messina, Enna, Palermo e Agrigento come le province con maggiore desertificazione assoluta e parziale, situazione alla quale si aggiunge Catania.
“La freddezza dei numeri è disarmante. Assistiamo a un progressivo scivolamento che mette in difficoltà intere comunità. I servizi bancari sono considerati essenziali e per questo siamo impegnati nel contrasto di un fenomeno socialmente grave” ha dichiarato il segretario generale di First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti, ricordando l’impegno del sindacato nel sollecitare la politica ad assumere iniziative concrete. Sidoti ha ribadito la richiesta di costituire un Osservatorio regionale sull’attività bancaria che possa svolgere una funzione di monitoraggio costante sul territorio, sottolineando come il dialogo con la Regione Siciliana proceda ma vada accompagnato dalla consapevolezza che la desertificazione bancaria genera spopolamento, rinuncia agli investimenti, chiusura di attività e riduzione del reddito, con ricadute pesanti su famiglie e imprese.
Il tema è stato ripreso anche dal segretario generale nazionale di First Cisl, Riccardo Colombani, che ha collegato la desertificazione bancaria al risiko in corso nel settore, sostenendo che le operazioni di aggregazione non possano premiare soltanto gli azionisti, ma debbano garantire benefici a tutti gli stakeholder, valorizzando il lavoro di chi ha permesso alle banche di raggiungere risultati importanti. Secondo Colombani, senza filiali sul territorio sono soprattutto le persone più fragili, a partire dagli anziani, ad affrontare i disagi maggiori, ragione per cui assume sempre più rilievo il ruolo delle piccole banche, come quelle di credito cooperativo, che restano ancorate ai territori.










