Valensise traccia un bilancio entusiastico a poche settimane dal debutto: vendite record, cast eccezionali, accordo con l’Università di Catania e nuove attività formative
SIRACUSA – Una stagione che guarda al futuro partendo da risultati già concreti. La 61ª edizione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa si apre con segnali più che incoraggianti: vendite in crescita, pubblico fidelizzato e una macchina organizzativa sempre più strutturata.
A tracciare il bilancio, a poche settimane dal debutto, è Marina Valensise, che non nasconde la soddisfazione:
“È una bella stagione, il botteghino ci premia, il pubblico ci premia. Abbiamo dei dati molto incoraggianti, il 40% di biglietti in più rispetto all’anno scorso già venduti”.
Il cuore della stagione resta l’offerta artistica: tre produzioni, tre registi di alto profilo e cast definiti “eccezionali”. Un mix che consolida il ruolo di Siracusa come capitale del teatro classico.
“Abbiamo tre opere magnifiche, tre registi di altissima qualità, cast eccezionali”, ribadisce Valensise, sottolineando come il successo sia il frutto di un lavoro collettivo che coinvolge centinaia di professionisti.
Dietro il palcoscenico, una struttura imponente. “Siamo grati ai 400 lavoratori che ogni anno sono al nostro fianco”, spiega Valensise, citando in particolare le maestranze dell’INDA, impegnate nella realizzazione interna di scenografie, costumi e allestimenti.
Un riconoscimento speciale va anche a chi lavora dietro le quinte: “Le 10 persone che lavorano all’Inda fanno il lavoro di 40”.
Accanto alla programmazione teatrale, cresce il fronte della formazione. L’Inda rafforza la collaborazione con l’Università di Catania attraverso un protocollo d’intesa che prevede scambi e stage, e avvia nuove attività didattiche anche in sinergia con il territorio.
Tra i progetti, un programma educativo con Gela e un ciclo di lezioni-concerto dedicato alla musica del Novecento, curato con la musicologa Graziella Seminara.
Il primo appuntamento è fissato per il 16 giugno al Teatro Comunale di Siracusa, con un focus sulle musiche composte da Giorgio Federico Ghedini per “I Persiani” del 1950, spettacolo che vide tra i protagonisti anche il giovane Vittorio Gassman.
La stagione guarda con attenzione anche alle nuove generazioni. Torna il Festival del Teatro Classico dei Giovani di Palazzolo Acreide, con la partecipazione di oltre cento istituti italiani ed europei.
Fondamentale il supporto della Fondazione Oltre, che ha messo a disposizione circa duemila biglietti per studenti, favorendo l’accesso al teatro.
“Se in ogni regione d’Italia ci fosse un imprenditore lungimirante come Angelini o una fondazione come la Fondazione Oltre – osserva Valensise – questa esperienza potrebbe essere replicata ovunque, educando i giovani al rispetto e al dialogo”.
Tra numeri in crescita, nuove progettualità e attenzione al territorio, la 61ª stagione si conferma come un punto di riferimento culturale nazionale e internazionale.
Siracusa rafforza così la sua identità: non solo città d’arte, ma capitale viva del teatro classico, capace di coniugare tradizione e innovazione, spettacolo e formazione. E il pubblico, ancora una volta, sembra aver già scelto da che parte stare.






