Il festival delle arti performative contemporanee riconferma il suo valore culturale e sociale nel Sud Est siciliano, dando già appuntamento per la 15esima edizione
Si è concluso tra applausi scroscianti e un bilancio di grande spessore culturale la 14esima edizione del Codex Festival 2026 a Noto , l’appuntamento dedicato alle arti performative contemporanee che ha trasformato la città netina in un laboratorio diffuso di partecipazione civica e creazione artistica. Nel corso di tre intense fine settimana, dal 4 settembre al 4 ottobre, location emblematiche come gli Ex Magazzini della stazione, il Teatro Tina Di Lorenzo e il Convitto delle Arti sono diventati spazi vivi di confronto e fruizione culturale.
L’ultimo weekend del Codex Festival ha visto alternarsi spettacoli dal vivo , momenti formativi dedicati ai giovani e dibattiti di ampio respiro. Particolarmente significativo il coinvolgimento del Liceo Classico Matteo Raeli di Noto, protagonista di laboratori di Poetry Slam e di percorsi dedicati all’educazione civica e ai principi fondamentali della Costituzione italiana. Spazio anche all’analisi del territorio con il progetto di scrittura collettiva Amarene , curato da Orazio Condorelli, che ha stimolato cittadini e artisti a interrogarsi su turismo, trasformazioni urbane e identità locale.
Sul fronte strettamente artistico, il programma ha spaziato dalle sonorità internazionali dei Sutartronica — capaci di fondere canti popolari lituani e musica elettronica — fino alla prima regionale de La Classe di Fabiana Iacozzilli, opera intensa che ha unito teatro di figura e interpretazione umana. Il successo di questa proposta consolida la rilevanza del teatro contemporaneo in Sicilia e la vocazione del festival a fare rete tra centro e periferiche.
Gli organizzatori guardano già alla 15esima edizione con l’obiettivo di consolidare un vero e proprio centro per le arti performative nel Sud Est siciliano. Come ha sottolineato il direttore artistico Salvatore Tringali, il Codex Festival a Noto continuerà a muoversi lungo una duplice direttrice, coniugando vocazione territoriale e respiro europeo per mettere costantemente in dialogo artisti, comunità e linguaggi dell’innovazione.






