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Scuoleinfiore 2026

Scuoleinfiore, l’arte che si tramanda: a Noto i giovani diventano custodi della tradizione

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Verso la Primavera Barocca, il cuore giovane dell’Infiorata prende forma in via Rocco Pirri

A Noto la tradizione non si conserva soltanto: si trasmette, si insegna, si costruisce giorno dopo giorno. E se l’Infiorata rappresenta il volto più celebre della città, è con Scuoleinfiore che si coltiva il suo futuro.

Da oltre vent’anni, la manifestazione ideata e diretta da Oriana Montoneri è diventata uno degli appuntamenti più significativi della Primavera Barocca, trasformando Via Rocco Pirri in un laboratorio a cielo aperto dove i giovani imparano un’arte che è identità.

«Oggi Scuoleinfiore è il cuore pulsante del ricambio generazionale della nostra città – spiega Montoneri –. Ha un valore identitario immenso: non è semplicemente un evento turistico, ma il momento in cui Noto si riappropria delle sue radici affidandole ai più giovani».

Un passaggio di testimone concreto, costruito negli anni grazie a una visione che ha saputo guardare lontano. «Tutto questo nasce da una intuizione che più di vent’anni fa è diventata realtà – aggiunge – e che oggi rappresenta un pilastro della nostra cultura. Io personalmente porto la mia arte nelle scuole dal 2006: è un percorso continuo, fatto di presenza e condivisione».

L’edizione 2026 sarà dedicata a Le avventure di Pinocchio, nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Un tema che unisce immaginazione e formazione.

«Pinocchio è la metafora perfetta del percorso educativo – racconta Montoneri –. È il passaggio da burattino a bambino consapevole. Attraverso i fiori vogliamo trasmettere un messaggio chiaro: si può sbagliare, ma con impegno e guida si può crescere e diventare qualcosa di meraviglioso».

Via Rocco Pirri si trasformerà così in un racconto corale, dove ogni tappeto floreale sarà una pagina di questa storia universale. Ma ciò che rende davvero unica questa esperienza è l’energia che la attraversa.

«Se l’Infiorata di Via Nicolaci è l’eccellenza tecnica dei Maestri Infioratori, qui siamo nel laboratorio dell’anima – sottolinea –. Qui c’è lo stupore della prima volta, la creatività pura dei ragazzi, una narrazione più libera e spontanea».

E proprio i ragazzi sono il cuore di tutto. Non semplici spettatori, ma protagonisti attivi.

«È fondamentale coinvolgerli – ribadisce –. Senza le scuole, la tradizione rischierebbe di diventare solo memoria. Portarli in strada, farli lavorare con i petali, significa trasformare l’identità in qualcosa di vivo, in un legame affettivo con la propria terra».

Un’esperienza che va ben oltre l’aspetto artistico. «È una vera lezione di vita – continua –. Imparano a lavorare in squadra, a gestire il tempo, a capire che la bellezza richiede sacrificio. Anche l’errore diventa crescita».

Nel tempo, la manifestazione è cresciuta insieme ai suoi protagonisti: «All’inizio partecipavano quattro istituti, oggi realizziamo undici tappeti floreali. I ragazzi arrivano preparati, sentono la responsabilità e vivono una competizione sana, fatta di passione e voglia di migliorarsi».

Un percorso che guarda lontano e che alimenta direttamente la grande Infiorata di Noto. «Scuoleinfiore è la palestra dei futuri infioratori – spiega Montoneri –. È il vivaio che garantisce che questa arte continui a vivere. Molti giovani che iniziano qui, domani firmeranno i bozzetti di Via Nicolaci».

Ma c’è anche una dimensione più profonda, quasi familiare: «Si crea un legame indescrivibile tra Maestri e ragazzi. Non si trasmette solo una tecnica, ma un amore. È questo che fa la differenza».

E quando i tappeti prendono forma, il senso di tutto diventa chiaro. «L’emozione più grande è vedere i loro occhi brillare a lavoro finito – conclude –. In quel momento capisci che si sentono parte di qualcosa di grande».

Se l’Infiorata è il capolavoro che il mondo ammira, è qui che quel capolavoro continua a nascere. E forse una sola parola basta davvero a raccontarlo: «Radici. Perché è ciò che permette ai nostri giovani di restare ancorati alla propria storia, mentre crescono verso il futuro».

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