Il cda della società azzurra: “Disponibili a dialogare con soggetti seri e strutturati secondo le norme FIGC”
Quando la mail di manifestazione di interesse sull’acquisto del Siracusa Calcio 1924 è arrivata nella casella di posta elettronica certificata del Comune di Siracusa, le indiscrezioni e le chiacchiere hanno finalmente assunto i crismi dell’ufficialità: la cordata di imprenditori – siracusani ma non solo – è realmente interessata all’acquisto della società sportiva, ed è pronta a subentrare prima del 16 aprile.
I passaggi sono stati rispettati, con gli incontri tra l’imprenditore italo-rumeno Lino Elicona e il sindaco Francesco Italia, a cui ha fatto seguito l’atto ufficiale. La strada è in discesa? Non proprio, perchè sull’eventuale cessione del Siracusa sarà decisiva la volontà dell’attuale patron Alessandro Ricci, lontano dalla città (e dalla squadra) oramai da settimane ma comunque arbitro unico sull’eventuale passaggio di proprietà.
La posizione di Elicona è quella di advisor e garante del nuovo soggetto imprenditoriale che vorrebbe rilevare il Siracusa. Ad oggi, infatti, non sarebbe previsto il suo ingresso in società, anche solo in qualità di traghettatore. Dopo l’invio della Pec, la cordata ha assicurato sulla possibilità rilevare la società prima del 16 aprile, data di scadenza sul versamento degli stipendi ai tesserati, in modo da evitare una nuova dura penalizzazione – da scontare eventualmente nella prossima stagione – e salvare il titolo sportivo. Lo stesso si dica per la scadenza successiva, che impatterebbe ugualmente sulla stagione 2026/2027.
Il gruppo di imprenditori comprende personaggi vecchi e nuovi della storia del calcio azzurro in città, determinati a dare il proprio contributo per salvare il calcio a Siracusa e il professionismo, anche se quest’ultimo aspetto dipenderà dai risultati della squadra di Marco Turati e dall’eventuale nuova penalizzazione per i contributi fiscali non versati.
Sul cambio di proprietà, è chiaro, peserà l’esclusiva volontà del presidente Ricci, proprietario dell’intero pacchetto. Nei momenti difficili – non pochi – della stagione, l’imprenditore toscano non ha mai ammesso pubblicamente di voler vendere la società, nè tantomeno di accogliere nuovi soci. L’altro scoglio è legato al costo dell’operazione per gli imprenditori, e quindi alla richiesta che dovrebbe avanzare lo stesso Ricci, considerando anche la posizione debitoria della società.
Ulteriori novità sulla situazione dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. E intanto i tifosi continuano a sperare che il club torni a essere realmente siracusano, considerando gli imprenditori come espressione del territorio e del suo tessuto produttivo.
IL CDA DEL SIRACUSA:”DISPONIBILI A DIALOGARE CON SOGGETTI SERI”
Sulla possibile cessione si è espresso anche il consiglio di amministrazione del Siracusa Calcio 1924 con una nota: “A seguito delle numerose indiscrezioni apparse sui media confermiamo che siamo disponibili e aperti a valutare proposte per la cessione delle quote del Siracusa Calcio, nel pieno rispetto delle norme federali vigenti e nell’esclusivo interesse della solidità e continuità del club. Ogni eventuale operazione di trasferimento di partecipazioni societarie potrà essere presa in considerazione solo a favore di soggetti che risultino in possesso dei requisiti di onorabilità e di adeguata solidità finanziaria previsti dall’art. 20 bis delle N.O.I.F. FIGC, nonché delle ulteriori condizioni e verifiche rimesse alla Commissione Operazioni Societarie ai sensi dell’art. 20 ter.
A tal fine, precisiamo che qualunque interlocuzione con potenziali acquirenti sarà subordinata alla preventiva e completa verifica documentale richiesta dalla FIGC (ivi compresi attestazioni bancarie, dichiarazioni sostitutive e ogni ulteriore adempimento previsto dai commi 5, 6 e seguenti dell’art. 20 bis N.O.I.F.), così da garantire il pieno rispetto della normativa federale in materia di acquisizioni e cessioni di partecipazioni societarie. L’obiettivo è evitare il ripetersi di situazioni critiche che, in altri contesti societari, hanno comportato gravi ripercussioni sul piano sportivo e gestionale, sanzioni agli amministratori e, nei casi più estremi, procedure concorsuali ed esclusioni dal campionato, come emerso dai più recenti
precedenti.
Confermiamo pertanto la massima disponibilità a dialogare con soggetti seri e strutturati, fermo restando che ogni passaggio di quote avverrà solo nel quadro di un percorso pienamente conforme alle disposizioni FIGC”.




