Venerdì 12 dicembre al Teatro comunale saranno illustrati i risultati scientifici sull’ipotesi siracusana dei Bronzi di Riace
Venerdì 12 dicembre, a partire dalle ore 15.00, il Teatro comunale di Siracusa ospiterà la presentazione dei risultati di una ricerca scientifica multidisciplinare sui Bronzi di Riace, pubblicata sulla rivista “Italian Journal of Geosciences” (IJG). Lo studio fornisce elementi a sostegno della cosiddetta ipotesi siracusana, secondo cui le statue potrebbero avere origine a Siracusa.
L’evento, a ingresso libero, si svolge con il patrocinio del Comune di Siracusa, dell’Università degli Studi di Catania e della rivista “Archeologia Viva”, ed è parte delle iniziative per il Ventennale UNESCO, dirette dall’archeologo Lorenzo Guzzardi.
L’ipotesi siracusana era stata avanzata tra il 1988 e il 1991 dagli archeologi americani Ross Holloway e Marguerite McCann. Holloway ipotizzava che le statue fossero state ritrovate nel mare siciliano e poi trasportate a Riace, mentre McCann suggeriva che provenissero dall’antica Siracusa e rappresentassero i Dinomenidi. Negli ultimi anni, l’ipotesi è stata rilanciata da Anselmo Madeddu nel libro “Il mistero dei Guerrieri di Riace: l’ipotesi siciliana”. Testimonianze recenti indicano che le statue potrebbero essere state recuperate alla fine degli anni ’60 nei fondali di Brucoli e poi rivendute ad archeotrafficanti calabresi.
Lo studio, coordinato dal professor Rosolino Cirrincione, direttore del Dipartimento di Scienze geologiche dell’Università di Catania, ha coinvolto 15 specialisti tra archeologi, geologi, paleontologi, biologi marini, archeometri e archeologi subacquei, provenienti da sei università italiane (Catania, Ferrara, Cagliari, Bari, Pavia e Calabria). I risultati indicano che le statue potrebbero essere state realizzate in un’officina dell’area di Sibari e collocate a Siracusa al tempo dei Dinomenidi. Durante il trasporto verso Roma, le statue potrebbero essere affondate.
L’analisi delle patine e delle concrezioni marine suggerisce che i Bronzi abbiano sostato per pochi mesi nei bassi fondali di Riace (8 metri) e per oltre duemila anni in fondali profondi (70-90 metri) compatibili con quelli di Brucoli.
Il programma prevede i saluti del sindaco di Siracusa Francesco Italia, del rettore dell’Università di Catania Enrico Foti e del direttore generale dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali Mario La Rocca. L’introduzione sarà affidata a Lorenzo Guzzardi, Anselmo Madeddu e Rosolino Cirrincione.
Gli autori della ricerca presenteranno i risultati: Carmelo Monaco e Rosalda Punturo illustreranno lo studio sull’origine siracusana delle terre dei Bronzi, Stefano Columbu parlerà dell’analisi multistratigrafica delle patine di corrosione, Rossana Sanfilippo delle concrezioni marine e terrigene, Giovanni Scicchitano del rapporto tra idrodinamismo marino e stato di conservazione, Carmela Vaccaro delle tecniche di analisi e Fabio Portella delle ricerche di archeologia marina.
Seguirà un dibattito sulla collaborazione tra geologia e archeologia, moderato da Piero Pruneti, con la partecipazione di Federico Rossetti, Rosalba Panvini e Saverio Scerra. La serata si concluderà con una tavola rotonda sull’“Archeomafia nella Sicilia orientale”, coordinata da Laura Valvo e Dania Mondini, con Lorenzo Guzzardi e Carmelo Schininà.






