Dopo il consiglio comunale aperto del 21 settembre il consigliere del Pd ribadisce il no alla zona artigianale e propone di far ripartire il confronto sull’uso di una struttura privata
Dopo il consiglio comunale aperto del 21 settembre sul centro per richiedenti asilo che dovrebbe nascere a Rosolini, il consigliere del Pd Davide Soli ribadisce la contrarietà dell’opposizione all’area Pip, la zona artigianale all’ingresso della città, sotto il campo sportivo, e propone di guardare a una struttura già esistente.
La seduta, straordinaria e pubblica, aveva all’ordine del giorno la richiesta della Prefettura di individuare a Rosolini un centro per migranti richiedenti asilo. Le ipotesi discusse hanno riguardato l’immobile di via Tobruk, l’area della Protezione civile e degli orti sociali, e infine la zona artigianale. Il sindaco, Giovanni Spadola, ha spiegato che tutti i Comuni della provincia hanno dato la propria disponibilità, ma che la Prefettura ritiene necessario realizzare il centro a Rosolini per ragioni logistiche.
Nel merito, Soli spiega che la posizione dell’opposizione è chiara: la zona Pip deve essere esclusa del tutto. «Non siamo contrari all’accoglienza, anzi siamo molto disponibili su questo tema», afferma, sostenendo che il problema è un altro. Se esiste già una struttura che ha funzionato negli anni, osserva, è quella che andrebbe presa in considerazione. Il consigliere si riferisce al centro guidato da Alessandro Frasca che, a suo dire, durante il periodo di attività non sono mai stati registrati problemi di ordine pubblico o di difficile convivenza e che in alcuni periodi ha anche offerto un contributo alla comunità.
Ad ogni modo, la richiesta dei gruppi politici di opposizione è quella di un incontro istituzionale con il Prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, o con un suo delegato in un prossimo consiglio aperto, con la sospensione, nel frattempo, di qualsiasi iniziativa di individuazione dell’area, compreso il parere negativo sulla zona Pip.




