Cannata lancia un aut aut all’alleato: la mozione trasversale firmata da PD, FI, FdI e Misto diventa il banco di prova della lealtà alla coalizione
SIRACUSA – Un aut aut senza giri di parole. Il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Luca Cannata ha chiesto a Grande Sicilia di chiarire da che parte stare: votare la mozione di sfiducia contro il sindaco Francesco Italia insieme al resto del centrodestra, oppure rinunciare a rivendicare la prossima candidatura a sindaco della coalizione. Il messaggio è arrivato ieri, sabato 24 ottobre, a margine dell’incontro con il responsabile nazionale dell’organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, nella segreteria del partito a Siracusa. L’appuntamento ha riunito gli amministratori locali della provincia, con un’attenzione particolare al capoluogo.
Sul tavolo c’è la mozione di sfiducia trasversale depositata in Consiglio comunale e firmata da Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia e da componenti del gruppo Misto. L’iniziativa arriva nel pieno degli sviluppi dell’inchiesta “Nexus” della Procura Europea (Eppo) su presunti appalti pilotati al Comune, nella quale il sindaco Italia risulta indagato senza alcuna misura cautelare nei suoi confronti. Per lui, come per tutti gli indagati, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Intervistato da SiracusaPress.it, Cannata ha spiegato il senso dell’incontro con Donzelli: «A Siracusa con il collega Donzelli si è parlato della questione nazionale e regionale, ma il tema è anche quello della città. Oggi abbiamo voluto un confronto con gli amministratori locali della provincia e in particolar modo con Siracusa, perché sappiamo in questo momento ciò che sta diventando, quindi Nexus, la situazione. Un governo cittadino che già in questi anni abbiamo contestato perché è incapace di dare risposte a Siracusa e ai siracusani e che oggi vede ancora una maggiore difficoltà rispetto a quella che è un’etica e una morale che noi ricerchiamo quotidianamente».
Poi l’affondo sulla mozione e sugli equilibri interni alla coalizione: «Una mozione di sfiducia che abbiamo firmato convintamente e che il centrodestra adesso deve votare in modo compatto. Grande Sicilia oggi o vota una mozione di sfiducia con noi o non può pensare domani di chiederci il cambio della posizione. È chiaro che bisogna sapere da che parte stare. Dove vuole stare Grande Sicilia? Con il centrodestra oppure con un governo che ancora oggi è incapace di dare risposte e visione ai siracusani?».
E ancora, con un riferimento diretto al deputato regionale Giuseppe Carta: «Adesso è il momento di dare una risposta chiara e netta che i cittadini siracusani capiranno. Noi siamo contro una gestione opaca, non funzionale della città di Siracusa, che ha visto l’amministrazione Italia con Grande Sicilia e l’onorevole Carta. Adesso l’onorevole Carta con Grande Sicilia deve decidere se stare ancora con Italia oppure tornare con il centrodestra e dare un messaggio importante ai siracusani».
Cannata non si limita alla critica amministrativa che FdI porta avanti da anni. Il richiamo a “etica” e “morale” e il riferimento esplicito a Nexus spostano il confronto sul piano della legittimità politica della Giunta. È questo il terreno che rende possibile una convergenza insolita tra Pd e centrodestra sulla stessa mozione.
Il bersaglio principale delle sue parole non è il sindaco ma un alleato. Grande Sicilia, fa parte del centrodestra a livello regionale, ma a Palazzo Vermexio sostiene una maggioranza nata come schieramento non di centrodestra. Per Cannata questa doppia collocazione non è più sostenibile: la mozione diventa il banco di prova della lealtà alla coalizione.
È qui il passaggio più sottile. Si dà per acquisito che la prossima candidatura a sindaco spetti all’area di Grande Sicilia, dove il dibattito è già in fermento. Cannata lega quella pretesa al voto in aula: senza la sfiducia, la rivendicazione perde eventuale fondamento. Una pressione che rischia di aprire una frattura nella “coalizione”, ma che ha anche l’effetto di stanare un alleato finora rimasto in posizione attendista.
La palla passa a Grande Sicilia e all’Mpa, che finora non hanno preso posizione pubblica sulla mozione. Il loro voto potrebbe essere determinante per i numeri in Consiglio comunale. Dall’altra parte, l’amministrazione Italia ha già “risposto” alla crisi con l’azzeramento della Giunta; le opposizioni lo considerano un passo non sufficiente e firmano la mozione di sfiducia. Nei prossimi giorni si capirà se la coalizione di centrodestra arriverà in aula compatta, come chiede FdI, o divisa.







