Presentato nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio il progetto Erasmus che porterà dieci studenti di seconda e terza media a vivere una settimana di scambio e formazione
È stato presentato oggi, nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio, il progetto Erasmus che dal 4 al 10 ottobre porterà dieci studenti dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Melodia” di Noto a Kiskőrös, città ungherese legata a Noto da un vero e proprio gemellaggio.
A partire saranno ragazzi di seconda e terza classe della scuola secondaria di primo grado, accompagnati da cinque adulti, tra docenti e personale della scuola. Ad accoglierli in Ungheria ci sarà anche il mondo scolastico di Kiskőrös, con il quale gli studenti hanno già iniziato a confrontarsi e a lavorare a distanza per costruire un progetto comune.
La presentazione ha avuto un significato particolare anche per la presenza del sindaco di Noto Corrado Figura, dell’assessore alla Pubblica Istruzione Giusy Quartararo, della dirigente scolastica dell’Istituto “Giovanni Melodia”, Antonella Manganaro, e del sindaco di Kiskőrös László Domonyi, a conferma del valore istituzionale di un rapporto che negli ultimi anni è diventato sempre più concreto.
Ma perché proprio Kiskőrös?
La risposta è nella storia. La città ungherese è la città natale di Sándor Petőfi, uno dei più importanti poeti della cultura ungherese. Noto, invece, è la città di Giuseppe Cassone, poeta e filologo che dedicò una parte fondamentale della propria attività alla traduzione in italiano delle opere di Petőfi. È proprio questo filo letterario ad aver riavvicinato le due città, fino alla firma dell’accordo di gemellaggio nel 2023.
Un rapporto che affonda però le sue radici molto più indietro nel tempo e che già nel 2001 aveva avuto un momento simbolico importante a Noto, con la visita di una delegazione del Governo ungherese e il legame celebrato proprio nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio.
Oggi quella storia entra nelle aule e soprattutto nella vita di dieci ragazzi.
«Siamo veramente felici di questa iniziativa e di questi finanziamenti, di questi fondi europei per il progetto Erasmus, perché danno alla nostra scuola la possibilità di affacciarsi ad altri Stati europei», ha spiegato la dirigente Antonella Manganaro. «Partiranno dieci ragazzi e cinque adulti accompagnatori, cinque docenti. Questi ragazzi sono di seconda e terza secondaria di primo grado e stanno già lavorando, sono già in contatto con i ragazzi di Kiskőrös per lavorare a un progetto comune».
Per la dirigente si tratta anche di un risultato importante per la scuola: «Mi sento privilegiata per la nostra scuola nel ricevere questi fondi, perché non è semplice ormai accedere ai fondi Erasmus. Siamo circa 8 mila scuole e quelle che hanno avuto accesso sono soltanto 2 mila. È veramente una bella soddisfazione».
La dirigente Manganaro sarà direttamente parte dell’esperienza e seguirà il gruppo anche per una ragione professionale. Durante la permanenza in Ungheria svolgerà infatti attività di job shadowing, affiancando il dirigente della scuola che ospiterà la delegazione netina.
«È una bella responsabilità e credo che la mia presenza serva anche a far stare più tranquilli i genitori, i ragazzi e anche me stessa», ha raccontato. Ma sarà soprattutto «un’occasione molto importante di crescita, sia sotto il profilo culturale che personale, e anche di confronto con la gestione delle altre scuole».
A sottolineare il valore del progetto è stata anche l’assessore alla Pubblica Istruzione Giusy Quartararo, che ha ricordato come l’iniziativa nasca proprio dalla volontà dell’Amministrazione di trasformare il rapporto con Kiskőrös in una collaborazione sempre più concreta.
«L’amministrazione ha voluto instaurare una collaborazione con la città di Kiskőrös, con la quale siamo gemellati, in virtù del rapporto tra i due poeti, Cassone e Petőfi», ha spiegato Quartararo. «Questo rapporto con la città è nato già da qualche anno e solo un anno e mezzo fa siamo riusciti a realizzare questo progetto Erasmus. Siamo felici di aver ottenuto questa opportunità e mi auguro che in futuro ce ne siano delle altre».
E proprio qui sta forse il significato più importante della giornata.
Il progetto non viene presentato come un episodio isolato, ma come un primo passo verso una rete di opportunità europee sempre più ampia per gli studenti di Noto. «Questa è la prima, sperando che ce ne siano tante altre», ha aggiunto l’assessore, spiegando che altre iniziative sono già in cantiere e che l’esperienza del Melodia può diventare una vera «rampa di lancio».
Il sindaco Corrado Figura, insieme alla delegazione ungherese guidata dal sindaco László Domonyi, ha così accompagnato un momento che dà una dimensione concreta al percorso istituzionale costruito tra le due città. Un percorso che negli anni ha visto prima nascere rapporti di collaborazione e cooperazione e poi consolidarsi nel gemellaggio ufficiale, siglato nel 2023. Il Comune di Kiskőrös aveva infatti approvato già nel settembre di quell’anno l’avvio della relazione di città gemellate con Noto e l’accordo di cooperazione tra le due amministrazioni.
La parte più bella, però, comincia adesso. Perché se per generazioni Cassone e Petőfi hanno rappresentato il filo culturale capace di avvicinare una città siciliana e una città ungherese, oggi quel filo passa nelle mani di dieci ragazzi.
Dal 4 al 10 ottobre saranno loro a portare Noto a Kiskőrös e a conoscere una realtà scolastica, culturale e sociale diversa dalla propria. Non solo per imparare, ma per confrontarsi, costruire relazioni e scoprire che l’Europa può iniziare anche da un’aula scolastica.
E forse è proprio questo il senso più autentico di un progetto Erasmus: trasformare un gemellaggio tra due città in un’amicizia tra giovani che quelle città, domani, saranno chiamati a rappresentarle.










