Il Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria (CNPP) denuncia la carenza di organico, lo stallo dei lavori strutturali e l’inerzia dell’Amministrazione, minacciando azioni legali
La tensione ha superato il livello di guardia all’interno della Casa di Reclusione di Augusta, trasformando l’istituto penitenziario in una vera e propria polveriera. A lanciare un disperato e durissimo grido d’allarme è la segreteria sindacale del Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria (CNPP), che ha inviato una nota formale e urgente ai vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).
Al centro della denuncia c’è una drammatica e insostenibile situazione di rischio in cui è costretto a operare quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria.
La gravità della situazione è stata tragicamente confermata dai recenti episodi di cronaca interna. Tra il 14 e il 17 marzo si è registrata una drammatica sequenza di tre gravi aggressioni ai danni degli agenti.
A seguito di questi violenti episodi, i colleghi coinvolti sono stati costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Il caso che desta maggiore preoccupazione riguarda un agente colpito nella mattinata di lunedì, per il quale i medici hanno emesso una prognosi di venti giorni, salvo ulteriori complicazioni.
Secondo il sindacato, questi episodi di violenza non sono affatto casuali, ma rappresentano il culmine di criticità sistemiche denunciate invano da anni. La nota evidenzia tre problematiche fondamentali che stanno mettendo in ginocchio la struttura:
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Lo stallo del “Blocco 1”: Il sindacato chiede da tempo la chiusura immediata di questo reparto per avviarne la ristrutturazione. Nonostante i fondi siano stati stanziati e i contratti firmati, il cantiere resta in un inaccettabile stato di stallo. Il grave degrado strutturale e logistico di quest’area alimenta quotidianamente tensioni e violenze.
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Una grave carenza di organico: La struttura soffre di un grave deficit numerico in tutti i ruoli. In particolare, si stima una carenza di almeno 10-15 unità tra i Sottufficiali (Ispettori e Sovrintendenti), un vuoto che rende impossibile garantire i livelli minimi di sicurezza e la corretta copertura dei posti di servizio.
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Il mancato trasferimento dei detenuti violenti: L’Amministrazione viene accusata di inerzia di fronte alle aggressioni. Il CNPP chiede l’applicazione immediata della Circolare DAP n. 3702/6152 del 28/09/2023, che prevede espressamente l’allontanamento d’urgenza dei detenuti coinvolti in gravi aggressioni al personale.
Di fronte al sistematico rischio per l’incolumità fisica dei lavoratori, il CNPP ha deciso di dire basta. Il sindacato richiede un intervento risolutivo immediato: trasferimenti extra-distretto per i responsabili delle aggressioni, avvio effettivo dei lavori al Blocco 1 e un incremento straordinario del personale.
In assenza di risposte concrete e immediate da parte delle istituzioni, il sindacato proclamerà lo stato di agitazione di tutto il personale. Il CNPP si riserva inoltre di intraprendere iniziative di protesta eclatanti e di adire le vie legali per accertare eventuali responsabilità civili e penali derivanti dalla mancata tutela della salute e della dignità dei Poliziotti Penitenziari.











