Il senatore del Pd annuncia un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro Urso sull’accordo in esclusiva fino al 2033
Il passaggio del controllo di Isab a Ludoil rappresenta, per il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, un momento importante dopo l’esperienza della gestione Goi Energy, ma lascia aperta la questione del rapporto con Trafigura. Nicita ha annunciato un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro delle Imprese e del Made in Italy per conoscere i termini esatti dell’accordo, a partire da durata, condizioni economiche, ripartizione dei rischi e clausole di recesso.
«Il punto che va tuttavia sciolto, urgentemente e preliminarmente, e che il Governo non può più eludere o nascondere, è il rapporto contrattuale tra Isab e Trafigura», dichiara il senatore.
Nel provvedimento sull’acquisizione, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato descrive un vincolo in esclusiva fino al 2033: Trafigura fornisce il greggio e le altre materie prime e ritira circa il 90 per cento dei prodotti raffinati. L’Autorità segnala inoltre che una risoluzione anticipata avrebbe per Isab conseguenze economiche rilevanti. Nicita ricorda che già nel 2025 il Financial Times riferiva che lo stesso azionista di maggioranza di GOI accusava Trafigura di trarre profitto da un contratto squilibrato mentre la raffineria perdeva denaro.
Se questo quadro fosse confermato, sostiene il senatore, il rischio d’impresa ricadrebbe per intero su ISAB, mentre a Trafigura resterebbe la quasi totalità dei margini tra ciò che vende e ciò che ricompra. Alla raffineria non resterebbe quindi la redditività necessaria a finanziare gli investimenti. Nicita osserva che altri grandi operatori del settore, in Europa e in Sardegna, hanno scelto di acquistare le raffinerie assumendone il rischio industriale, mentre a Priolo Trafigura non è azionista.
Il senatore attribuisce al Governo una responsabilità nella crisi che il polo ha attraversato, nell’assenza di investimenti e nella situazione del depuratore Ias, da cui i grandi utenti industriali si stanno staccando senza che sia stata predisposta per tempo una soluzione per lavoratori e territorio. Nicita contesta anche le prescrizioni fissate con i poteri speciali del Golden Power, prima sulla cessione a Goi Energy e poi con il Dpcm del 5 agosto sulla nuova operazione, le cui condizioni non sono note ai lavoratori né al territorio.
Nell’interrogazione si chiede di chiarire quale ruolo eserciti effettivamente Trafigura nella gestione della raffineria e cosa il Governo intenda fare, in sede di attuazione e verifica delle nuove prescrizioni, perché un’infrastruttura dichiarata strategica non resti vincolata a un accordo privato. «Senza sciogliere questo nodo non potranno esserci gli investimenti necessari ad alcuna transizione ecologica del polo, e il futuro di Priolo, dei lavoratori diretti e dell’indotto resterà appeso alle convenienze di un trader internazionale», afferma Nicita.
Se il Governo non interverrà, il senatore è pronto a rivolgersi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato con una segnalazione per verificare se nel rapporto tra Trafigura e Isab si configuri un abuso di dipendenza economica, considerato che, come rilevato dalla stessa Autorità, Isab non dispone all’interno del nuovo gruppo di alternative per l’approvvigionamento del greggio.




