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Rosolini: Sit-in e raccolta firme per il degrado alle case popolari

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Il circolo Pd denuncia: “Emergenza usata come leva elettorale, famiglie nel gelo da due anni”

L’ennesima storia di degrado, di burocrazia che ammazza anzichè garantire, di gente che vive tra mille difficolta, peripezie e anche pericoli. Le condizioni delle case popolari di via Errante, di competenza dell’Istituto autonomo, sono diventate inaccettabili. Così oggi alle 11 è partita una iniziativa del circolo cittadino “Pietro Assenza” del Partito democratico, che ha organizzato un sit-in con raccolta firme per denunciare. Una petizione popolare è stata indirizzata al Prefetto di Siracusa, al Commissario Straordinario dell’Iacp e al Sindaco di Rosolini per chiedere interventi urgenti di manutenzione straordinaria e il ripristino delle condizioni di abitabilità.

«Il silenzio intorno alle condizioni delle nostre case popolari è diventato assordante – ha dichiarato Tonino Basile, segretario del circolo Pd, durante l’apertura del sit-in – e non si tratta solo di problemi strutturali, ma di una questione che riguarda la dignità delle persone costrette a vivere in alloggi dove piove dentro, con cornicioni pericolanti e impianti fuori norma».

Basile non ha risparmiato critiche all’amministrazione guidata dal sindaco Spadola. «Troppo spesso abbiamo assistito a una politica che preferisce mantenere vive le emergenze anziché risolverle – ha proseguito il democratico – È inaccettabile che il disagio dei cittadini diventi una leva elettorale, un bacino di voti da alimentare con promesse puntuali che puntualmente svaniscono il giorno dopo le elezioni».

Non mancano le accuse precise. «La casa è un diritto – ha sottolineato Basile – non una merce di scambio elettorale. Chi abita in queste case paga un canone e ha il diritto sacrosanto di vivere in un ambiente salubre e sicuro per sé e per i propri figli, senza dover ringraziare nessuno per ciò che gli spetta di diritto».

La petizione

La petizione popolare denuncia lo “stato di totale abbandono” in cui versano gli stabili di via Errante. Il documento elenca una serie di problemi gravi: cedimenti strutturali con distacchi di intonaco e infiltrazioni d’acqua che compromettono la stabilità delle strutture, presenza diffusa di muffe e umidità cronica, rete fognaria rotta che sversa reflui maleodoranti, impianti idrici ed elettrici obsoleti e spesso fuori norma.

Nel testo si evidenzia anche la mancanza di sicurezza, con aree comuni degradate, assenza di illuminazione adeguata e barriere architettoniche che isolano i residenti più fragili. Tra gli inquilini figurano anziani, disabili e minori che vivono quotidianamente in condizioni definite “non degne di un Paese civile”.

Il documento chiede all’Iacp di Siracusa di predisporre un piano di manutenzione straordinaria immediato per il ripristino delle facciate, dei tetti e degli impianti interni. Al Sindaco di Rosolini viene chiesto di farsi carico del censimento dei danni e di sollecitare formalmente gli enti competenti, vigilando sulla celerità dei lavori. Al Prefetto viene richiesto di garantire il coordinamento tra gli enti coinvolti per ristabilire la legalità e la sicurezza.

La richiesta è un sopralluogo tecnico congiunto entro 15 giorni dalla ricezione, per accertare lo stato di pericolo e stilare un cronoprogramma certo degli interventi.

I lavori fermi e l’evacuazione di Natale

Il consigliere comunale dei democratici, Davide Soli ha fornito un quadro dettagliato della situazione. «Siamo a febbraio 2026 – ha dichiarato Soli – e la situazione delle case popolari di Via Errante ha superato ogni limite di tolleranza. Non parliamo solo di ritardi burocratici, ma di una vera e propria offesa alla dignità umana».

I lavori, iniziati con ritardo, sono attualmente fermi. La pioggia continua a filtrare dai tetti scoperchiati e gli inquilini sono costretti a respirare muffa nel pieno dell’inverno. Il caso più emblematico riguarda una famiglia evacuata d’urgenza la sera di Natale a causa delle infiltrazioni d’acqua. Il sindaco Giovanni Spadola ha trovato loro una sistemazione nei locali della parrocchia, un alloggio di fortuna che doveva essere temporaneo.

«Il dato più amaro – ha continuato Soli – emerge dalle parole della famiglia stessa: ad oggi, non sono stati minimamente contattati né visitati dal sindaco o da alcun componente dell’amministrazione comunali. Un silenzio assordante che testimonia una mancanza di empatia e di responsabilità verso i cittadini più fragili».

Sospensioni, furti e rescissione del contratto

La situazione si è complicata ulteriormente a causa di sospensioni dell’Ispettorato del Lavoro, furti nel cantiere e la recente volontà della ditta di rescindere il contratto. Soli ha evidenziato come l’Iacp abbia gestito con successo altri cantieri in provincia, mentre Rosolini resta la “maglia nera”, intrappolata in quello che ha definito “un limbo di burocrazia e incuria”.

«Il diritto a una casa sicura non è un favore – ha concluso Soli – ma un dovere a cui le istituzioni non possono più sottrarsi».

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