L’affermazione del Sindaco Francesco Italia che è impossibile fare a meno dei termovalorizzatori non è per nulla condivisibile.
È come fare tre passi indietro dopo aver fatto un passo avanti. O come tornare nel Medioevo. A parte il fatto che non termovalorizzano un bel nulla ma bruciano ogni cosa rilasciando scorie da smaltire, e diossina e nanoparticelle da respirare.
Oltre all’indifferenziato, infatti, bruciano tantissima plastica, che verrebbe utilizzata come CdR (Combustibile da Rifiuto), ovvero come carburante per migliorare la combustione delle frazioni più difficili. Fatta salva la competenza della Regione sulla materia, costruendo un inceneritore per la Sicilia occidentale e uno per la Sicilia orientale, si verrebbe costretti a far arrivare rifiuti da altre regioni per far funzionare gli impianti a pieno regime.
Piuttosto che metterci contro l’Unione Europea, che impone sanzioni ai Comuni che non differenziano come dovrebbero, bisogna aumentare i controlli, sanzionare a tappeto gli sporcaccioni e i pigri, premiare chi differenzia bene, installare più fototrappole o appostarsi laddove ci sono microdiscariche che si riformano dopo soli 5 minuti. Appellarsi al solo senso civico dei cittadini non basta, bisogna educarli colpendoli nel portafoglio. Sono in molti che aspettano il giovedì per disfarsi di tutto, non solo dell’indifferenziato. Se non si comincerà a multarli, questi non si adegueranno mai al nuovo sistema di raccolta. Solo così l’indifferenziato diminuirà sostanzialmente.
La giustificazione più frequente è che i controlli e le multe sono pochi perché poche sono le risorse umane della polizia municipale. A parte il fatto che era tutto prevedibile col passaggio dai cassonetti al porta a porta, quindi ci si poteva pensare prima, come mai non sono state fatte nuove assunzioni, o non sono stati stanati dagli uffici gli imboscati e gli inetti? Per i controlli peraltro si potrebbe chiedere aiuto alle altre forze di polizia.
È chiaro che il sistema attuale ha criticità e va rivisto. Sbagliatissimo ad esempio conferire i rifiuti fuori provincia. Per responsabilizzare i cittadini a ridurre, riciclare e ad assumersi tutte le conseguenze, anche ambientali, di come e quanto differenziano, i rifiuti dovrebbero essere smaltiti in loco.
Non siamo pregiudizialmente contrari agli inceneritori, ma consapevoli che a questi bisogna ricorrere in estremis e solo per conferire l’esigua percentuale di materiali che non è possibile differenziare. L’emergenza non può essere utilizzata come scusa per propinare inceneritori senza prima aver fatto tutto il possibile per ridurre al massimo l’indifferenziato. Finora i numeri non lo legittimano.





