Le segreterie generali provinciali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa aderiscono allo sciopero nazionale di tutto il personale dipendente dagli enti e dalle amministrazioni a cui si applicano i contratti collettivi nazionali del personale dei Comparti e delle Aree delle funzioni centrali, delle Funzioni locali e della Sanità e quindi anche del personale destinatario del contratto collettivo della Regione Siciliana, per l’intera giornata di mercoledì 9 dicembre. Il personale che aderisce all’agitazione si asterrà dal lavoro per l’intero turno, fatta salva l’applicazione dei protocolli di intesa finalizzati all’individuazione dei servizi minimi ai sensi di quanto previsto dalla legge in materia. Inoltre, le segreterie generali provinciali sono in attesa di ottenere l’autorizzazione per un sit-in di sensibilizzazione previsto dinanzi alla sede dell’Ufficio territoriale del governo, in piazza Archimede, nel rispetto delle norme anticovid.
“Il permanere dell’assenza di risposte da parte del Governo alle richieste formulate – sottolineano i segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, Franco Nardi, Daniele Passanisi, Paolo Scimitto e Alda Altamore – si unisce all’assenza, ad oggi, di misure straordinarie e a un piano generalizzato in tutte le amministrazioni pubbliche dello Stato, degli enti locali e della sanità di assunzioni in tempi rapidi, volte a colmare le gravi carenze di organico nelle pubbliche amministrazioni. E’ stato constatato, in particolare, che nel disegno di legge di bilancio non sono previste risorse finanziarie sufficienti per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dei comparti e delle aree delle Funzioni centrali, delle Funzioni locali e della Sanità. Si è inoltre preso atto dell’assenza di misure per prorogare i requisiti previsti dal decreto 75/17 relativi alle procedure di stabilizzazione e garantire proroghe dei contratti e percorsi di stabilizzazione per tutti i precari delle amministrazioni pubbliche. Rilevata, ancora, la mancata revoca e modifica del DM 19.10.20, emanato dal ministro della pubblica amministrazione, con cui si limitano e si ledono diritti e tutele fondamentali dei lavoratori e si riducono le prerogative sindacali. Da qui – concludono i sindacalisti – la decisione di proclamare la protesta anche in provincia di Ragusa e di unire il sit-in destinato a sensibilizzare le istituzioni sulla problematica”.











