Aggiornato al 26/10/2021 - 15:24
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Stop definitivo dal Cga. Addio Consiglio comunale di Siracusa

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 È legittimo lo scioglimento del Consiglio comunale (nella specie, di Siracusa) a fronte della mancata approvazione, nei termini di legge, del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2018  (1). Così la sentenza del Cga che chiude definitivamente la partita.

La sezione consultiva del Cga ha dunque respinto il ricorso presentato da Ezechia Reale, Federica Barbagallo, Giovanni Boscarino, Salvatore Castagnino, Salvatore Costantino Muccio, Alessandro Di Mauro, Antonino Trimarchi, Francesco Zappalà e Ferdinando Messina, contro la Presidenza della Regione Siciliana e l’assessorato regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica e nei confronti del Commissario straordinario per la gestione del Comune di Siracusa e del Comune di Siracusa, in persona del sindaco pro tempore.

Le prime reazioni della politica:

 

Alessandro Di Mauro , consigliere comunale di Forza Italia:”Abbiamo appreso stamane del rigetto del ricorso dei consiglieri comunali da parte del cga, ancora una volta la giustizia italiana, dimostra di non essere adeguata, ancor di più per quanto riguarda questa sentenza, dopo il parere favorevole da parte dell’ufficio legislativo della Regione siciliana, si pensava che si potesse riportare la democrazia a siracusa, ma evidentemente a qualcuno alla regione sta bene così, il rientro del consiglio comunale non sarebbe stato una minaccia per l’attuale amministrazione, ma un aiuto nelle scelte fatte democraticamente per il bene dei cittadini, così non è stato, la non approvazione del bilancio consuntivo è stato confermsto non è motivo di scioglimento del consiglio, non doveva essere sciolto o in questo caso doveva essere fatto rivivere, ma ci sono voluti due anni per arrivare a questa decisione, ci auguriamo di ritornare presto al voto e ripristinare le condizioni migliori per governare una città in maniera democratica”

 

 

Vincenzo Vinciullo, coordinatore provinciale della Lega: “Ringraziamo quei deputati-legislatori che, con i loro interventi surreali in Aula, hanno consentito al CGA di bocciare, definitivamente, il Consiglio Comunale di Siracusa”

 

Ferdinando Messina, capogruppo di Forza Italia: “Sicuramente le sentenze vanno rispettate al di là di quanto emerso ultimamente nella galassia giudiziaria.
Una cosa è certa, il polverone sollevato dai consiglieri di Siracusa, ha svincolato i consigli comunali della Sicilia dall’obbligo di approvare i bilanci consuntivi pena lo scioglimento, infatti il parlamento Siciliano a seguito della battaglia condotta dai consiglieri comunali di Siracusa e Sciacca è intervenuto correggendo una norma scritta male.
Rimane il rammarico che il Sindaco e gli Assessori di Siracusa in questa querelle si siano schierati contro il rientro del consiglio comunale e quindi contro la rappresentanza democratica della città.”

 

Alessandra Furnari, coordinatrice provinciale Italia Viva: Con la pronuncia del Cga resta confermato che la città purtroppo dovrà fare a meno, sino alle prossime elezioni, del consiglio comunale, ovvero il massimo
Organo rappresentativo della popolazione e, conseguentemente, resterà priva di quell’organo di controllo “politico amministrativo” dell’attività dell’amministrazione. È certo un grossissimo limite per Siracusa, perché dobbiamo fare a meno di un organo deputato ad essere il portatore della voce dei cittadini, ma credo che questo determini pure una maggiore responsabilità degli esponenti politici, perché è nostro il compito di mantenere alta l’attenzione ed alimentare il dibattito per tentare di colmare quel vuoto.

 

Salvo Costantino Muccio, consigliere comunale gruppo misto: “Prendo atto che l’ultima possibilità di ripristinare l’organo istituzionale più importante per una comunità ovvero il Consiglio Comunale garanzia di pluralità e di rappresentanza oltre che di indirizzo e controllo, è svanita dopo che il CGA ha espresso il parere che il ricorso vada respinto.

Le sentenze vanno sempre accettate piacciano o no.
Cosa fare adesso, ritengo che abbiamo bisogno di dare a questa città una guida autorevole e conforme ad una larga maggioranza perché le decisioni da prendere, ancora di più in una situazione come quella attuale, sono tante e devono essere prese velocemente. Non possiamo più assistere inermi e da passivi spettatori ad uno spettacolo che sta attanagliando e affondando la città.  La politica deve intervenire o sarà responsabile di una crisi che si aggiunge ad un’altra crisi che certo non è quello che ci chiedono le migliaia di persone che ci hanno votato e che oggi hanno bisogno di una guida e di una Amministrazione che si occupi di risolvere i loro gravi problemi e che dia la direzione per tornare a crescere e costruire il loro futuro. 
Abbiamo assistito in questi anni ad un distacco tra l’ Amministrazione  e gli organi di indirizzo politico, le strutture tecniche, le organizzazioni sindacali , con una visione poca organica e con alcuni assessori concentrati sulla gestione di singoli piccoli eventi (l’asfaltatura di un tratto di strada o la rimozione di un rifiuto, per fare degli esempi) .
Le emergenze sono e sono state moltissime in questi anni , dalla mancanza di lavoro, alla chiusura di varie aziende del territorio, dalla sanità, all’ambiente e alla gestione dei rifiuti.   Nessuno ha mai ottenuto risultati importanti agendo da solo.
Penso che a questo punto forse la cosa più giusta è dare voce ai cittadini per il ritorno al più presto alla normalità, affinché la città di Siracusa possa avere i rappresentanti del popolo, e occupare il posto che merita nel panorama nazionale.”

Giuseppe Impallomeni, consigliere comunale gruppo misto: Le sentenze si rispettano anche se la ritengo ingiusta.  Il nostro è stato un voto politico e ha trovato sponda nel parere  dell’avvocatura dello stato della regione siciliana. Purtroppo il Cga l’ha respinta

 

 

Bruno Alicata: commissario provinciale Forza Italia: Così come accaduto per la vicenda delle irregolarità elettorali, ancora una volta il Cga conferma la tesi, definitiva e legittima, dell’uomo solo al comando, perpetuando in capo al Sindaco la gioiosa fatica  dell’amministrare in solitudine, senza possibilità di controllo e di indirizzo da parte di alcuno, in una città costretta ad annaspare, stanca ed avvilita, ancora per poco meno di due anni. Un tempo breve, od anche lungo, per confermare un’inadeguatezza tuttavia già percepita da larga parte della collettività siracusana.

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