Aggiornato al 03/02/2026 - 09:42
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Minacce

Messaggi d’odio dopo la manifestazione di Torino: la denuncia di Ferreri

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Dopo gli scontri del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatsuna, offese e minacce via social da un residente a Siracusa

Gli episodi di tensione avvenuti il 31 gennaio a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatsuna continuano a far discutere. L’attenzione, questa volta, si sposta dal piano degli scontri di piazza a quello personale e digitale.

Dopo i disordini e gli atti contro le forze dell’ordine, Vittorio Ferreri, in qualità di dirigente comunale di Fratelli d’Italia, ha denunciato di aver ricevuto messaggi di offesa e minaccia via social da parte di un suo coetaneo residente a Siracusa. I messaggi sarebbero stati inviati privatamente e conterrebbero insulti e denigrazioni nei confronti dei poliziotti della Squadra Mobile impegnati nel contenimento della manifestazione.

In alcuni passaggi, l’autore dei messaggi arriverebbe ad augurare l’impiccagione degli agenti, richiamando esplicitamente quanto avvenne a piazzale Loreto nel 1945, un riferimento storico definito grave e inquietante.

Ferreri ha raccontato le proprie reazioni a quanto ricevuto: «Dopo aver letto quei messaggi ho provato paura. Non si tratta di una semplice opinione politica, ma di odio esplicito e violenza verbale che colpisce anche me personalmente».

Lo stesso Ferreri ha aggiunto che valuterà un’eventuale azione legale per consentire alle autorità competenti di verificare la presenza di possibili profili di reato.

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema dei limiti del linguaggio, dell’uso dei social network e delle conseguenze concrete che parole cariche di odio possono avere sulla vita delle persone.

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