Aggiornato al 03/02/2026 - 17:43
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Noto, “Donnevietatomorire”: tre mostre per la dignità femminile

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Il progetto culturale parte l’8 marzo con l’esposizione di Fabio Modica nei bassi di Palazzo Ducezio

Tre mostre, tre artisti, un unico percorso dedicato alla memoria e alla dignità delle donne. Partirà l’8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della donna, il progetto “Donnevietatomorire”, a cura di Valentina Capizzi, curatrice d’arte, in sinergia con l’associazione “Centro azione donna” e con il patrocinio del Comune di Noto. Un articolato calendario espositivo che attraverserà l’intero anno nella città barocca. L’iniziativa si svilupperà tra marzo e luglio con appuntamenti distinti ma intimamente connessi, ospitati nei bassi di Palazzo Ducezio.

La scelta della data inaugurale sottolinea fin da subito il carattere civile e simbolico del progetto, che affida all’arte il compito di farsi spazio di riflessione collettiva sul ruolo della donna nella società contemporanea. L’obiettivo è restituire visibilità e riconoscimento alle donne che, nel passato come nel presente, hanno conosciuto silenzi, marginalizzazione e ingiustizia.

Tre capitoli di un’unica narrazione

Il calendario si articola in tre momenti espositivi, concepiti come capitoli progressivi di una narrazione culturale unitaria. Ad aprire il percorso sarà “Fortitudo. La forza delle donne” di Fabio Modica, visibile dall’8 al 23 marzo. L’esposizione inaugurale esplora la rappresentazione della forza morale, della resilienza e della dignità femminile attraverso il linguaggio delle arti visive.

Il secondo appuntamento è fissato dal 24 maggio al 7 giugno con “Mare Nostrum” di Giovanni Ruggeri, un percorso fotografico che indaga il rapporto tra identità siciliana e Mediterraneo. Il mare diventa spazio simbolico di memoria, appartenenza e stratificazione culturale, in dialogo con la dimensione femminile.

A concludere il progetto, dal 7 al 21 luglio, sarà “Henosis” di Giuseppe La Spada. L’evento finale si concentra sul legame simbolico e spirituale tra donna e mare, configurandosi come sintesi concettuale dell’intero percorso espositivo. La collocazione estiva si inserisce armonicamente nella programmazione culturale della città.

«”Donnevietatomorire” – ha dichiarato Valentina Capizzi – si configura, in conclusione, come un progetto culturale di significativa valenza simbolica e civile, in cui l’arte diventa strumento di memoria, pensiero critico e riflessione sociale, offrendo al pubblico un’occasione di consapevolezza sui temi dell’uguaglianza, del rispetto e della dignità della persona».

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