Il sindaco Rachele Rocca ha firmato l’ordinanza stagionale per la prevenzione degli incendi boschivi e di vegetazione, con obblighi precisi per proprietari e possessori di terreni, aree incolte e pertinenze private, e un regime di divieti che scatterà a metà maggio.
Il Comune ha emesso la propria ordinanza antincendio per il 2026. Il sindaco Rachele Rocca ha firmato il provvedimento stabilendo obblighi di pulizia e manutenzione delle aree private e un calendario di divieti che coprirà i mesi più a rischio dell’anno.
Entro il 15 maggio 2026 tutti coloro che hanno la disponibilità, a qualsiasi titolo, di terreni, fondi agricoli, aree incolte, lotti edificabili, giardini, cortili, scarpate e pertinenze di fabbricati dovranno procedere alla pulizia integrale delle aree di propria competenza. L’obbligo comprende la rimozione di sterpaglie, rovi, vegetazione secca, residui colturali e materiali combustibili di qualsiasi natura, nonché la potatura di rami e arbusti che si estendano su strade, marciapiedi e aree di uso pubblico. Non basta intervenire una volta: l’ordinanza chiarisce esplicitamente che la pulizia iniziale non esaurisce l’obbligo, che si rinnova ogni volta che le condizioni della vegetazione o del territorio lo rendano necessario.
Le fasce di protezione da mantenere libere da vegetazione secca variano in base alla conformazione del terreno: almeno 10 metri per i fondi pianeggianti, 20 metri per i terreni terrazzati o con pendenza pari o superiore al 20 per cento, 50 metri per quelli con pendenza superiore al 50 per cento. Per le colture cerealicole è previsto l’obbligo di realizzare una fascia arata di almeno 3 metri lungo i confini del fondo, che sale a perimetro completo per i fondi di estensione pari o superiore a 10 ettari.
Dal 15 maggio al 31 ottobre 2026, periodo dichiarato di massimo rischio, scatterà il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto, bruciare sterpaglie e residui vegetali, utilizzare attrezzature che producano scintille in prossimità di aree con vegetazione secca e gettare mozziconi accesi. Il divieto si estende anche alla sosta di veicoli con parti meccaniche surriscaldate a contatto con erba secca.
Fuori dal periodo di massimo rischio, la combustione controllata di materiale agricolo è consentita solo in piccoli cumuli, nelle fasce orarie dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17 alle 23, in assenza di vento e con la presenza continua di un operatore adulto fino al completo spegnimento.
Chi adempie agli obblighi entro la scadenza del 15 maggio è tenuto a comunicarlo alla Polizia Municipale nei sette giorni successivi. In caso di inadempienza, il Comune potrà intervenire in sostituzione del privato addebitando tutte le spese sostenute. Le sanzioni amministrative vanno da 51 a 258 euro per le violazioni ordinarie, e possono arrivare fino a 10.329 euro nei casi in cui la mancata pulizia abbia favorito l’innesco di un incendio. Non sono escluse conseguenze penali.











