[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Convivio, a cura di Mario Blancato”][vc_column_text]“Molte cose nel mondo sgomentano, nessuna più dell’uomo” (Sofocle)
Stupore e meraviglia spinsero gli uomini ad indagare la natura ma, ben presto, si accorsero che l’uomo stesso custodiva un microcosmo insondabile. “Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell’anima: tanto profondo è il suo lògos” (Eraclito, frammento 45).

Con questo monito Eraclito accoglieva coloro i quali distoglievano per un momento il loro sguardo dalla natura e, come speleologi, si immergevano nelle viscere dell’interiorità. Prima di interrogare l’oracolo a Delfi, ciascuno interroghi sé stesso, conosca se stesso: “Chi sono io?” è la domanda che percorre la Sapienza occidentale. “Ci vuole un tuffatore di Delo!”, amava ripetere Socrate, per raccogliere l’invito dell’oracolo e capire che cosa fa di un uomo, un uomo! La prima cifra che incontriamo è la relazione. Con chi? In primis col dèmone che abita in noi. Non è una relazione fissa, facile, scontata.
Il dèmone ama travestirsi, contraddirsi; è incostante, mutevole, ora beffardo, ora crudele, ora pigro o amante dell’avventura. Il dèmone del forte, valoroso e irascibile Achille è diverso dal dèmone dell’astuto Odisseo che torna nella sua Itaca. Come tradurre dèmone? Può una parola sintetizzare il tumultuoso mondo delle emozioni e dei sentimenti, il conflitto tra la volontà e l’istinto della conoscenza? Quando il tuo dèmone sta bene tu sei felice (eudaimonìa).
Poi c’è la relazione come prossimità, con chi è simile e diverso, amico o nemico. L’altro come specchio per scoprire il mio volto, la mia ferinità, la mia positività. Percorrendo i sentieri ombratili della nostra interiorità possiamo scoprire anche oasi di luce, le relazioni virtuose che ci tirano fuori dal Tartaro buio della solitudine. Se il dèmone proteiforme è il carattere, è bene sempre ricordare che ogni uomo è più grande dei suoi errori, dei suoi limiti, del suo destino, del suo dèmone: nella relazione col suo simile può ritrovare la sua verità.
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