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Rifiuti a Stallaini, Cna Siracusa: “No a impianto di smaltimento a ridosso di Cavagrande”

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Chiesta alla Regione la sospensione del procedimento e una nuova valutazione di incidenza ambientale. Salonia: “Non si può promuovere il Val di Noto nel mondo e autorizzare un progetto del genere”

Cna Turismo Siracusa ha chiesto l’intervento dell’assessore regionale Giusi Savarino a proposito dell’impianto di smaltimento rifiuti che dovrebbe sorgere in contrada Stallaini

L’associazione spiega che “il progetto ha ottenuto l’esito positivo della verifica di ottemperanza con decreto regionale del 9 luglio scorso” e che verrebbero smaltiti “circa 614 mila metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi in un’ex cava a ridosso della Riserva di Cavagrande del Cassibile”.

Per questa ragione dalla Cna Turismo Siracusa viene espressa forte preoccupazione per un impianto che, secondo l’associazione, rischia di compromettere uno dei principali attrattori naturalistici della provincia e l’economia che vi è cresciuta attorno.

“Cavagrande è uno dei luoghi simbolo del turismo naturalistico del Sud-Est: i suoi laghetti e i suoi sentieri muovono ogni anno escursionisti, guide, strutture ricettive e ristorazione – dichiara Fabio Salonia, presidente di Cna Turismo Siracusa – . Collocarvi accanto un impianto di queste dimensioni significa colpire un’economia costruita in decenni”.

Cna Turismo chiede all’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, di sospendere ogni ulteriore effetto del procedimento e di disporre una nuova valutazione di incidenza ambientale. Ai sindaci di Noto, Avola, Siracusa e Canicattini Bagni, l’associazione chiede di sostenere questa posizione.

Salonia sottolinea come la valutazione di incidenza sui siti Natura 2000 risalga al 2009, mentre a settembre la Regione ha approvato nuove misure di conservazione proprio per Cava Grande, ritenendo non accettabile procedere sulla base di un’istruttoria vecchia di diciassette anni.

Per Cna Turismo il tema va oltre la singola autorizzazione e riguarda la coerenza delle politiche territoriali. La provincia investe da anni sull’escursionismo e sul marchio Val di Noto, e le imprese del settore, dall’extralberghiero alle guide, dal noleggio agli agriturismi, hanno orientato su questo modello le proprie scelte imprenditoriali.

“Chi investe nel turismo in questo territorio chiede coerenza: non si può promuovere il Val di Noto nel mondo e autorizzare, a pochi chilometri dalla Riserva, un impianto che ospiterà anche rifiuti speciali”, conclude Salonia.

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