Cento anni di storia industriale guardano alla transizione energetica e allo sviluppo del territorio al Teatro Massimo con il ministro delle Imprese, il governatore Schifani e i protagonisti del polo industriale. Il presidente Reale: “Servono regole chiare e un’alleanza tra Stato, Regione e imprese”
Cento anni di storia industriale proiettati verso il futuro della transizione energetica e dello sviluppo del territorio. Confindustria Siracusa ha celebrato oggi il suo centenario con l’Assemblea pubblica al Teatro Massimo di Ortigia, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Sul palco anche il presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona, il vicesindaco di Siracusa, Edy Bandiera, e il presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa.
L’Assemblea, che ha ricevuto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo, si è aperta con il videomessaggio del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e con il messaggio della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
Il ministro Urso ha richiamato la centralità strategica del territorio e la crescita del comparto industriale. “Siracusa è il secondo polo energetico d’Europa”, ha detto. “Qui si raffina il 30 per cento del fabbisogno nazionale e ci sono 124 mila occupati, 13 mila in più rispetto al 2022. Ma soprattutto questo grande polo industriale ha saputo individuare il percorso per crescere, affrontando la transizione green, fondamentale per la sicurezza energetica del nostro Paese”.
Il presidente Schifani ha ricordato che, secondo il rapporto Ambrosetti, le raffinerie del polo siracusano esprimono circa il 30 per cento della capacità nazionale di lavorazione del greggio. “Questi dati spiegano perché il futuro di questo territorio riguardi l’intero Paese”, ha aggiunto. “In un secolo sono cambiate le produzioni, le tecnologie, le dimensioni dei mercati. È rimasta la responsabilità di chi, ogni giorno, apre un’azienda e sa che dalle proprie decisioni dipende anche la vita di altre famiglie. A queste persone, e ai lavoratori che hanno costruito insieme a loro la storia industriale siracusana, va la riconoscenza del governo regionale”.
Il presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona, ha invitato a guardare all’eredità di questi cento anni: “Per Confindustria Siracusa si tratta soprattutto di un metodo e di un modello importante di aziende sane che agiscono sempre nel rispetto della legalità”.
Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha ripercorso nella sua relazione le tappe più significative del secolo trascorso. “Abbiamo una storia importante alle spalle che deve servirci per guardare al domani”, ha detto. “Fare squadra tra le aziende e con il territorio è fondamentale. In occasione di questi cento anni chiediamo, per competere, regole chiare, stabili e una decisa alleanza strategica tra Stato, Regione, territorio e tessuto produttivo”.
Reale ha sottolineato che le piccole e medie imprese, oltre a operare nell’indotto industriale, presidiano l’agroalimentare di eccellenza, le costruzioni, l’economia del mare, i trasporti, la sanità, i servizi e il turismo culturale di alta gamma. “Quando la grande industria investe e le piccole e medie imprese innovano, l’intero territorio provinciale si proietta al vertice della competitività regionale e mediterranea”, ha affermato.
Il presidente ha poi presentato il volume del Centenario, dedicato al percorso dell’Associazione e al rapporto tra impresa e territorio, e ha lanciato il portale dell’Archivio Storico del Polo Industriale, che renderà accessibile il patrimonio di conoscenze legato alla storia industriale siracusana. Il vicesindaco Bandiera e il presidente del Libero Consorzio Giansiracusa hanno ricordato il ruolo di Confindustria nello sviluppo del territorio.
L’Assemblea è stata coordinata da Lelia Crispino, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Siracusa, e da Edoardo La Ferla, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Sicilia. I lavori sono proseguiti con due panel moderati dal giornalista Nino Amadore de Il Sole 24 Ore.
Il primo, dedicato al futuro dell’industria tra transizione, caro energia e caro carburanti, ha affrontato i costi energetici, la sicurezza degli approvvigionamenti, la decarbonizzazione, l’evoluzione delle tecnologie e dei combustibili e le prospettive del polo industriale. Sono intervenuti Alessandro Viviani di TEHA – The European House Ambrosetti, Marcello Poidomani, presidente di Versalis e coordinatore della trasformazione industriale di Eni, Rosario Pistorio, CEO di Sonatrach Raffineria Italiana, Guglielmo Allibrio, CEO di Sasol Italy, Paolo Fedeli, CEO di ISAB, Edouard Neyrand, CEO di Air Liquide Italia, Giancarlo Bellina, CEO di B2G Sicily, ed Emanuele Di Stefano, direttore Attività Industriali di Buzzi Unicem.
Intelligenza artificiale, digitalizzazione e attrazione di nuovi talenti sono stati al centro del secondo panel, dedicato a PMI, startup e nuove competenze per il futuro del territorio. Sul palco sono intervenuti Luigi Alini, ordinario di Progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura all’Università di Catania, Paolo Scollo, rettore dell’Università Kore di Enna, e Andrea Corso, presidente dell’ITS Archimede di Siracusa. Cinque imprese associate a Confindustria Siracusa, Datanetwork, IREM, SerTecAv, The Academy e Xifonia, hanno portato esperienze concrete di innovazione e di sviluppo delle competenze.






