Economia Circolare: L’effetto serra

condividi news

[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Convivio a cura di Mario Blancato”][vc_column_text]Riprendiamo il nostro ragionamento sulla compatibilità economia-ambiente (economia circolare) aggiungendo, prima di entrare nel vivo del “che fare”, cioè prima di entrare nella politica dell’economia, qualche altro elemento di fisica ambientale: non c’è terapia senza diagnosi. La terra è un sistema chiuso: riceve energia dal sole e irradia energia nello spazio vuoto. Nei millenni ha raggiunto l’equilibrio (con una temperatura media costante): tanta energia riceve dal sole e tanta ne irradia nello spazio. Circa la metà dell’energia solare che incide sulla terra viene riflessa (dall’atmosfera e dalla superficie terrestre). La parte trasmessa viene assorbita e assieme alla gravità, muove i cicli naturali: dell’acqua, dell’anidride carbonica, delle maree, ecc. Una porzione infinitesima dell’energia trasmessa (circa una parte su mille) viene assorbita dalla bio-massa vegetale (piante, alghe, diatomee) e alimenta tutti i livelli trofici. Ma, la quantità di energia solare che riceviamo non è sempre la stessa per diversi motivi: sia dovuti ai moti della terra (rivoluzione e rotazione) che al funzionamento del sole. È quindi comprensibile, anche per questa complessità intrinseca, la difficolta di fare previsioni attendibili in relazione alla compatibilità economia-ambiente (su questa difficoltà fanno leva, a loro favore, i negazionisti del problema ambientale, spesso abusando di presunte competenze mai documentate). Ma l’impresa non è disperata. Abbiamo già detto che l’energia consumata rappresenta oggi il 20% dell’energia solare assorbita dalla bio-massa vegetale (Siracusa Press-aprile 2021). Questa frazione, troppo grande, ha provocato già un riscaldamento (oggi 0.8 centigradi in più rispetto al 1900). Ma c’è di più: l’energia solare riflessa e la parte assorbita sono fortemente dipendenti dalle condizioni fisico -chimiche dell’atmosfera. L’immissione in atmosfera di composti di azoto e carbonio (tra altri inquinanti) rende l’atmosfera più opaca, cioè meno trasparente al calore che così rimane intrappolato in atmosfera.

Agenda-2030-Energia-solare

Ecco l’effetto Serra, ben noto ai produttori di piante e frutti in “serra”. Il livello di anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto il 30% in più rispetto ai livelli precedenti ad oggi (riferimento 1860). L’opacità dell’atmosfera è aumentata sensibilmente: innalzamento della temperatura che si aggiunge (per dirla in breve) all’effetto termico provocato dagli esorbitanti consumi. Sull’ effetto Serra si concentrano (prevalentemente) le politiche di eco-sostenibilità dei governi, attraverso trattati internazionali. Il 12 dicembre 2015 si adottò l’accordo di Parigi alla fine della XXI Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop 21 (esecutivo dal 4 Novembre 2016). Purtroppo diversi stati hanno disatteso le indicazioni per limitare l’aumento di temperatura a 2 gradi centigradi entro il 2050. Scarsa sensibilità al progetto hanno mostrato gli USA di Trump e il Brasile di Bolsonaro; mentre la Cina di Xi Jinping è rimasta assai tiepida. Dopo l’elezione di Biden, sia Cina che USA hanno, fortunatamente, riconfermato la ripresa della collaborazione. Fare in fretta è diventato un obbligo. Ma non posso non osservare che tali accordi, concentrando l’attenzione sull’adozione di fonti di energia alternative al petrolio producono l’illusione che si possa limitare l’aumento di temperatura senza intaccare il nocciolo del problema che rimane, è bene ancora ribadirlo, nella quantità

esorbitante di energia prodotta (indipendentemente dalla fonte) per alimentare il ciclo economico-industriale. Si è detto, infatti, e questa è la nostra tesi portante, che l’aumento di temperatura, la devastazione delle foreste, l’inquinamento delle acque, sono effetti primari del consumo di energia. L’effetto Serra peggiora la situazione, ma non è effetto primario (lo chiamerei effetto collaterale), benché purtroppo la propaganda faccia credere che sia un effetto primario. I trattati dovrebbero incentrarsi, con massicci investimenti pubblici (alimentati da una severa tassazione dei profitti), massimamente sull’efficienza dello sfruttamento energetico (attualmente, su 100 parti di energia primaria solo 20 parti vanno al consumo, il resto (80%) è disperso). L’innovazione tecnologia dovrebbe servire ad aumentare tale efficienza (30% sarebbe alla portata dell’attuale sviluppo tecnologico), indispensabile per frenare consumi e profitti. Questi ultimi sono attirati, come mosche dal miele, dalle nuove tecnologie con il ricatto costante del triangolo economico: Salario-Vendite-Occupazione, in barba alla mutata sensibilità dell’opinione pubblica (si veda il successo di Greta Thunberg). l’Energia pulita e l’economia circolare sono le medicine per curare l’ambiente malato. Ma, la terapia d’urto richiede che di energia se ne produca sempre di meno: una quantità molto inferiore di quanto oggi ne viene immessa nella terra, malata per troppo consumo.

 

[/vc_column_text][vc_text_separator title=”Angelo Pagano – Direttore di Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Università Catania”][/vc_column][/vc_row]

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni