Parallelamente prosegue prosegue il percorso del progetto HOOP di Versalis sul riciclo chimico delle plastiche miste
Eni sigla una nuova joint venture con Q8 per la realizzazione di una bioraffineria a Priolo, con una capacità produttiva stimata in 500 mila tonnellate annue. Soddisfatto il vicepresidente della commissione Bilancio alla Camera, il parlamentare di Fratelli d’Italia Luca Cannata, perché si tratta di “un’operazione industriale di grande rilievo che rafforza la prospettiva di lungo periodo del sito, puntando su transizione energetica, sostenibilità ambientale e continuità occupazionale. Eni continua a investire con decisione nel polo industriale siracusano, confermandone la centralità strategica. Questo accordo dimostra che il polo di Priolo non viene dismesso, ma rilanciato attraverso investimenti strutturali e visione industriale. È un segnale chiaro per i lavoratori, per le imprese dell’indotto e per l’intero territorio”.
Accanto alla nuova bioraffineria, prosegue il percorso del progetto HOOP di Versalis, relativo al riciclo chimico delle plastiche miste. Il progetto, recentemente aggiornato per quanto riguarda perimetro, tempistiche e costi, prevede un investimento complessivo di 152,7 milioni di euro, con avvio nel secondo trimestre del 2029. Di questi, 93,6 milioni sono spese agevolabili e circa 25 milioni di euro derivano da contributo pubblico nell’ambito del Contratto di Sviluppo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Invitalia. L’impianto HOOP rappresenterà la prima applicazione industriale di una tecnologia italiana proprietaria di riciclo chimico, capace di trattare 40 mila tonnellate annue di plastiche non riciclabili meccanicamente, trasformandole in oltre 30 mila tonnellate di materia prima seconda, riducendo l’uso di fonti fossili e rafforzando una filiera avanzata dell’economia circolare.
“Parliamo di atti concreti e non di annunci – conclude Cannata –: investimenti reali, iter autorizzativi in corso e una strategia industriale che tiene insieme ambiente, sviluppo e lavoro. La transizione deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche economicamente solida e socialmente giusta. Grazie al nostro Governo Meloni e assieme al ministro Adolfo Urso continuerò a seguire da vicino questi dossier affinché la riconversione industriale di Priolo significhi occupazione, competitività e futuro per il nostro territorio”



