“Cambiare la città per cambiare il mondo”

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Convivio, a cura di Mario Blancato”][vc_column_text]“Cambiare la città per cambiare il mondo” è il titolo di un ciclo di seminari organizzato dall’Associazione culturale Hannah Arendt – Rete euro-mediterranea della conoscenza, dal Centro di mediazione pluridisciplinare di Sicilia, dall’Associazione E…. io penso!, e dal Cenacolo Domenicano – Scuola Superiore di Servizio Sociale “S. Caterina da Siena”, realtà associative che operano nella provincia di Siracusa. Guidati da docenti provenienti dalla più prestigiose università italiane i partecipanti saranno chiamati ad interrogarsi e confrontarsi sui mutamenti che investono le nostre comunità.

Secondo le più recenti stime delle Nazioni Unite più della metà della popolazione mondiale vive oggi in città e nel 2050 saranno i due terzi. Assistiamo dunque ad una accelerazione del processo di urbanizzazione: le città tendono a diventare lo spazio primariamente vissuto dalle persone e rappresentano il luogo – fisico e sociale – in cui i cambiamenti globali, quali ad esempio l’emergenza climatica, le migrazioni, le pandemie, il terrorismo, la crisi economica, vengono percepiti e vissuti come prossime ed allarmanti.

cambiare le città

Nelle città si moltiplicano e si incrociano le cause di insicurezza. Queste possono essere rinvenute tanto in condotte criminali quanto in comportamenti di illegalità e inciviltà diffusa, tanto in situazioni di disagio sociale quanto nella difficile convivenza tra gruppi diversi, tanto in fenomeni di degrado urbano quanto nel dissesto paesaggistico e idrogeologico. Nelle città il processo di sviluppo economico e di produzione di ricchezza si intreccia sempre più con la generazione di pericoli per la comunità e per l’ecosistema, di disuguaglianze, di emarginazione, di incertezza, fattori a loro volta generativi di insicurezze.

Le città accolgono una popolazione sempre più anziana e povera e al contempo nuovi abitanti a seguito delle migrazioni che attraversano il Mediterraneo. Si tratta di una rivoluzione geo-demografica che modifica i bisogni e dunque le domande di servizi rivolte alla comunità e alle istituzioni locali e al contempo rende impellenti interventi per l’inclusione e l’integrazione.

Avvertiamo una trasformazione della struttura e dell’architettura urbana: cambiano il volto e i luoghi delle città. Emerge la necessità di ripensare e recuperare gli spazi urbani e l’importanza del dialogo tra la progettazione architettonica e le strategie di rigenerazione urbana, inteso a tutti gli effetti come una politica per lo sviluppo sostenibile delle città.

Siamo chiamati pertanto ad individuare nuove occasioni e forme di sviluppo per le comunità locali. A tal fine l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, definita in seno alle Nazioni Unite nel 2015, indica alcune vie per raggiungere il benessere nei centri urbani di medie e piccole dimensioni, nei quali vive una percentuale importante della popolazione del nostro Paese, valorizzandone in particolare il capitale umano, il capitale sociale e il capitale storico-artistico-culturale.

Questi cambiamenti non solo impegnano le comunità e le amministrazioni locali a fornire risposte innovative ed adeguate, ma inducono un ripensamento sul ruolo delle istituzioni pubbliche e sui valori che devono animare quanti oggi sono chiamati a ricoprire cariche pubbliche sempre più ossessionati dalla ricerca del consenso elettorale e dall’affermazione personale che rischiano di alimentare clientelismo e corruzione.

 

La prima lezione inizia 14 aprile, sulla piattaforma Meet, alle ore 19,00 con la lezione del prof. Vincenzo Antonelli su “Le città oggi tra sicurezza, salute e felicità”.

Introducono Padre Giuseppe di Rosa, ed il prof. Mario Blancato

Antonelli Vincenzo insegna diritto amministrativo – Università Cattolica di Roma

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