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Noto: CGA conferma stop alla lottizzazione in contrada Eloro-Pizzuta

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Ribaltata la decisione del TAR Catania e respinge la richiesta di risarcimento di 15 milioni. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa conferma i vincoli paesaggistici e archeologici dell’area

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto l’appello del Comune di Noto, ribaltando la decisione del TAR di Catania che aveva annullato il diniego di approvazione della variante funzionale al piano di lottizzazione nella zona C3/39 di Contrada Eloro-Pizzuta. Con la sentenza n. 830/2024, pubblicata il 30 ottobre 2024, il CGA ha riconosciuto la validità delle ragioni dell’Amministrazione comunale, ponendo fine a una lunga disputa legale.

Il contenzioso è nato dalla deliberazione consiliare del 31 agosto 2022, con cui il Comune di Noto aveva negato l’approvazione della variante funzionale al piano di lottizzazione presentata da un gruppo di privati. Gli appellanti, comproprietari del terreno, avevano impugnato la decisione, ottenendo un primo accoglimento dal TAR Catania. Tuttavia, il Comune ha presentato ricorso al CGA, sostenendo che la variante fosse in contrasto con normative urbanistiche, vincoli paesaggistici e ambientali.

Il CGA ha ritenuto fondate le argomentazioni del Comune, evidenziando diversi punti chiave:

  • Scadenza del piano di lottizzazione: la delibera consiliare n. 17/2011, che approvava il piano, ha perso efficacia dopo 10 anni, senza che fosse stata formalizzata la convenzione urbanistica.
  • Vincoli paesaggistici e archeologici: l’area rientra nella Zona B del Parco Archeologico di Eloro e Villa del Tellaro, dove l’edificazione è vietata dalla normativa regionale.
  • Mancanza di valutazione ambientale strategica (VAS): la variante avrebbe richiesto una nuova VAS, dato che il PRG di Noto non era stato sottoposto a tale procedura.
  • Incompatibilità con il Piano Paesaggistico: le norme di attuazione del Piano Paesaggistico della Provincia di Siracusa impongono limiti stringenti all’edificazione nella zona, escludendo interventi come quello proposto.

La decisione del CGA chiude definitivamente la possibilità di realizzare il progetto edilizio in questione e rafforza il principio secondo cui i vincoli paesaggistici e archeologici devono prevalere su interessi edificatori privati. Il Comune di Noto vede riconosciuta la legittimità del proprio operato e la sentenza potrebbe avere un impatto significativo su future istanze di urbanizzazione nella zona costiera.

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