La relazione del segretario, approvata dalla Direzione, collega i rischi internazionali alla vulnerabilità locale, critica l’inerzia politica e conferma la strategia: lista progressista “determinante” e candidatura Stefio solo con partito unito
Un’analisi impietosa che lega le tensioni internazionali alla fragilità economica siracusana, una critica severa all’inerzia della politica locale e nazionale, e la definizione di una strategia chiara, seppur complessa, per le imminenti elezioni provinciali. La Direzione Provinciale del Partito Democratico di Siracusa ha approvato all’unanimità, ieri sera (3 aprile), la lunga e articolata relazione del segretario Piergiorgio Gerratana.
Dazi USA e crisi locale: un mix esplosivo
Gerratana ha aperto la sua analisi mettendo in guardia sulle politiche neomercantiliste dell’amministrazione Trump negli USA (“artefice principale”), con l’imposizione di dazi che minacciano gli equilibri globali e colpiscono direttamente gli alleati europei, definiti “sanguisuga, parassiti”. Il segretario PD ha sottolineato la particolare vulnerabilità della provincia di Siracusa, indicata come la terza in Italia (dopo Lodi e Arezzo) per esposizione commerciale extra-UE (export/PIL quasi 87%), soprattutto nei settori chimico e agroalimentare di qualità. “Unite i puntini”, ha esortato Gerratana, collegando la crisi del polo industriale, la possibile dismissione di ENI, i mancati risanamenti ambientali e la disoccupazione al “colpo di grazia” dei dazi americani, aggravando problemi già esistenti anche per l’agricoltura.
Politica inerte, impresa che propone
Dura la critica all’attuale classe politica: dalla premier Meloni “influencer” al ministro Urso (“deve ancora capire cos’è il made in Italy”), al presidente Schifani (“scompare”). Ma l’affondo è anche locale: la rappresentanza istituzionale provinciale “si aggroviglia e si scontra in una competizione da numeri già scritti senza la ben che minima idea su come gestire il libero consorzio”. Gerratana ha evidenziato come, di fronte a questa inerzia (citando i casi Camera di Commercio e IAS), sia il mondo imprenditoriale (Confindustria con la “Piattaforma del Sud Est Sicilia”) a occupare lo spazio della proposta strategica, compito che spetterebbe alla politica. Il PD, secondo il segretario, ha il dovere di “riempire di contenuto questa pseudo competizione elettorale” e ridare un ruolo all’ex Provincia come “Casa dei Comuni e delle Imprese”, attiva su trasporti, servizi, cultura (Film Commission).
Strategia provinciali: asse PD-M5S e candidatura Stefio
Confermando quanto emerso nei giorni scorsi, la relazione ratifica il fallimento del dialogo con Azione (e le realtà civiche collegate orientate su Giansiracusa) per costruire una coalizione ampia. La rottura è avvenuta su un punto politico dirimente: l’indisponibilità degli interlocutori ad accettare un’alleanza chiaramente definita nel centrosinistra e alternativa alle destre, preferendo “una aggregazione senza steccati”.
Preso atto del “campo politico del centro sinistra assai ristretto” (in termini di consiglieri eleggibili con voto ponderato in questa specifica tornata), la strategia approvata all’unanimità prevede ora di “chiamare a raccolta tutti i consiglieri comunali del PD, gli amici del M5S e i civici di area e inspirazione di centrosinistra“. L’obiettivo è “concorrere con una proposta che sulla base degli assetti in campo può diventare determinante per orientare le future scelte amministrative del libero consorzio”.
Su questa base, fondata su una “forte alleanza tra il PD e i 5Stelle”, si apre la possibilità di valutare una candidatura alla presidenza. Gerratana indica nel sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, “l’unico sindaco spendibile a rappresentare la coalizione progressista”. Ma pone una condizione ferrea: “che tutto il Partito Democratico, in tutte le sue sensibilità, concorra nella sua unitarietà al raggiungimento del miglior risultato possibile”. Senza questa unità interna, l’ipotesi Stefio resta tale.
L’approvazione unanime della relazione rafforza quindi la linea del segretario Gerratana e impegna il PD siracusano su un percorso chiaro: consolidamento dell’alleanza progressista e verifica della compattezza interna come precondizione per una possibile sfida diretta per la presidenza dell’ente.