Aggiornato al 22/07/2025 - 09:09
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Galioto (UGL): “Servono certezze per il polo chimico di Siracusa”

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Il Segretario UGL Siracusa critica la mancanza di un piano concreto per Versalis e sollecita un intervento urgente da parte di Governo e Regione

Dura presa di posizione del Segretario UGL Siracusa, Antonio Galioto, in merito al futuro del polo chimico di Siracusa. Al centro dell’intervento, le attese deluse sulla riconversione di Versalis e le preoccupazioni per un territorio che continua a vivere una fase di forte incertezza industriale e occupazionale.

Ci aspettavamo un programma concreto e sostenibile per la riconversione del polo chimico di Siracusa. Il tempo passa, ma restano solo parole e promesse”, dichiara Galioto. “Avremmo voluto indicazioni più chiare, non generici impegni che poco risolvono nell’immediato, mentre il polo è sempre più segnato dalla crisi e ha urgente bisogno di una visione per affrontare la sfida della transizione”.

Nel comunicato diffuso dal sindacato, si evidenzia come “preoccupazioni e perplessità restano vive, perché dalle parole del Ministro non emergono scelte precise. Eppure, sono scelte ormai inevitabili”. La mancanza di una regia chiara da parte delle istituzioni viene indicata come uno dei principali ostacoli.

L’assenza di una regia chiara da parte del Governo e della Regione, unita alla mancanza di tempistiche certe, contribuisce ad alimentare l’incertezza”, prosegue Galioto. “Ogni decisione deve dare priorità alla sostenibilità ambientale e occupazionale, con attenzione alle ricadute sull’intero tessuto produttivo siracusano, diretto e indotto”.

Il leader sindacale richiama anche il potenziale strategico dell’area: “Quest’area può e deve diventare un modello nazionale di sviluppo industriale sostenibile: nessun altro sito in Italia ha le caratteristiche del polo siracusano. Ma servono idee chiare da portare in sede europea, e soprattutto volontà politica per attuarle”.

La visita del Ministro Urso, secondo Galioto, aveva creato aspettative importanti: “Come UGL abbiamo seguito con attenzione ogni fase, consapevoli che solo una triangolazione continua tra Siracusa, Palermo e Roma può garantire il successo della transizione. Ma quanto altro tempo occorre attendere?”.

Il sindacato evidenzia anche le ricadute sociali della crisi: “Le crisi industriali non aspettano, e spesso colpiscono anche realtà sane, con bilanci in attivo”, sottolinea Galioto. “La crisi colpisce lavoratori avanti con l’età, presi di mira nei piani di ristrutturazione. Le politiche attive del lavoro stentano a decollare, la pensione si allontana, e nel frattempo cresce il disagio”.

Ampio spazio viene dato al tema della stagnazione occupazionale: “Il Sud, e in particolare Siracusa, vive una stagnazione occupazionale che non è solo economica, ma anche culturale e sociale. Il lavoro oggi è sempre più povero, instabile, frammentato. I contratti non si trasformano, aumentano gli scoraggiati, soprattutto tra giovani e donne”.

Non manca la denuncia verso un sistema che alimenta insicurezza: “Cresce l’insicurezza, mentre salari bassi, scarsa formazione, assenza di investimenti in ricerca e produttività ferma alimentano la sfiducia”, evidenzia Galioto. “Assistiamo inoltre a una preoccupante rilegittimazione della precarietà: intermediazione di manodopera, appalti infiniti al massimo ribasso, diritti calpestati in nome del profitto”.

Serve una svolta: investimenti pubblici e privati, nuove tutele sociali e occupazionali. Le diseguaglianze non hanno più alibi”, conclude il Segretario. E lancia un appello: “Il sistema istituzionale locale da solo non basta più. Serve un’alleanza forte con il mondo sociale, per evitare derive populiste che cavalcano la rabbia e il risentimento”.

Il monito finale è chiaro: “Oggi il lavoro non genera più diritti, ma disuguaglianze. La coesione sociale si sta spezzando. Se davvero ‘nulla sarà più come prima’, allora è il momento di riscrivere i diritti, i doveri, le protezioni e le opportunità. Solo così la sostenibilità potrà essere reale e condivisa. Siracusa non può essere il banco di prova di promesse disattese. Merita una programmazione seria, concreta, rispettata”.

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