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Siracusa, polemica per la bandiera palestinese: il gruppo “Insieme” chiede equilibrio istituzionale

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Il gruppo consiliare contesta la decisione di esporre solo la bandiera palestinese e rilancia la proposta di tre bandiere per rappresentare pace e inclusione

La decisione del Comune di Siracusa di esporre la bandiera palestinese riapre una questione che affonda le radici in un appello rimasto inascoltato per oltre un anno. Il gruppo consiliare Insieme, formato da Ivan Scimonelli, Daniela Rabbito e Francesco Vaccaro, torna a sollecitare l’amministrazione comunale, contestando quella che definisce una “posizione di parte” che non rispecchia i valori di equilibrio e inclusione che dovrebbero caratterizzare le istituzioni pubbliche.

La vicenda prende avvio dal novembre 2023, quando il gruppo consiliare aveva indirizzato un appello formale al sindaco in seguito a un convegno che aveva suscitato preoccupazioni per i toni utilizzati nei confronti del popolo israeliano. In quel documento si denunciavano affermazioni che, secondo i firmatari, potevano sfiorare l’antisemitismo e si richiedeva un gesto simbolico di netto rifiuto verso ogni forma di odio e discriminazione.

La proposta originaria prevedeva l’esposizione contemporanea di tre bandiere: quella israeliana, quella palestinese e quella della pace. Un gesto che, nelle intenzioni dei proponenti, avrebbe dovuto rappresentare una posizione equilibrata, capace di riconoscere le sofferenze di entrambi i popoli senza schierarsi in una logica di contrapposizione.

«Dopo diciotto mesi di silenzio – hanno dichiarato i consiglieri Scimonelli, Rabbito e Vaccaro – l’amministrazione comunale ha scelto di esporre esclusivamente la bandiera palestinese, una decisione che consideriamo parziale, tardiva e sbilanciata». La critica non riguarda il riconoscimento delle sofferenze del popolo palestinese, che nessuno dovrebbe ignorare, ma l’assenza di un analogo riconoscimento per le vittime israeliane.

Il gruppo Insieme rinnova il proprio appello per un gesto simbolico che riconosca le sofferenze di tutti i popoli coinvolti nel conflitto. La richiesta di esporre tutte e tre le bandiere viene presentata come un’opportunità per l’amministrazione di dimostrare una “posizione umana prima che politica”.

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