Aggiornato al 25/09/2025 - 07:37
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Palazzo d’Orleans

Sicilia, Rendiconto 2024: avanzo di 2,15 miliardi secondo la Regione

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La giunta ha approvato il documento contabile: per Schifani è un «risultato storico», l’assessore Dagnino parla di «passaggio dal deficit al surplus»

La giunta della Regione Siciliana ha approvato il Rendiconto generale 2024, che evidenzierebbe un avanzo di amministrazione pari a 2,15 miliardi di euro. Secondo i dati diffusi oggi, il risultato arriva dopo l’azzeramento del disavanzo di circa 900 milioni registrato nel 2023.

Il governo regionale sottolinea come il recupero sia stato di oltre 3 miliardi nell’ultimo esercizio. Nel comunicato è stato ricordato che nel 2015 il disavanzo ammontava a 6,192 miliardi e che alla fine del 2022 era ancora di 4 miliardi.

Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, il presidente della Regione Renato Schifani ha dichiarato: «Abbiamo raggiunto un risultato senza precedenti per la nostra Regione, un motivo di orgoglio per il mio governo…». Schifani ha aggiunto che, a suo avviso, la Sicilia «adesso ha i conti in regola» e che le risorse saranno «destinate prioritariamente a investimenti».

All’incontro erano presenti l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, il ragioniere generale Ignazio Tozzo e il dirigente generale del dipartimento Finanze Silvio Cuffaro. Da Bruxelles è intervenuto anche l’ex assessore Marco Falcone, oggi eurodeputato.

Tra i fattori che, secondo la Regione, hanno contribuito al risultato vi è l’aumento delle entrate fiscali. Nel 2024 sarebbero stati incassati circa 2,6 miliardi in più rispetto alle stime: 1,125 miliardi da Irpef, 466 milioni da Ires, 387 da Iva, 116 dal bollo auto e 73 dall’imposta di registro.

«Con l’approvazione del Rendiconto 2024 – ha affermato Dagnino – la Regione segna un passaggio storico: dal deficit al surplus…». L’assessore ha parlato di un obiettivo raggiunto grazie al «dividendo fiscale» e a politiche di rigore, annunciando la possibilità di incrementare la spesa per investimenti e di avviare una nuova fase di dialogo con la Corte dei conti.

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