Il vicepresidente della Commissione Bilancio visita lo stabilimento Versalis. “900 milioni di investimento per la bioraffineria e il riciclo. Garantiti i livelli occupazionali. Sosteniamo un modello di sviluppo moderno”
“Priolo non è solo un polo industriale: è un tassello strategico del futuro energetico italiano. La Sicilia può e deve restare protagonista della transizione energetica”. Lo dichiara l’on. Luca Cannata, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Bilancio, dopo una visita allo stabilimento Versalis (Eni) di Priolo, dove sta entrando nel vivo il piano di trasformazione industriale.
La riconversione: da petrolchimico a bioraffineria e riciclo
Cannata, che sin dall’inizio del suo mandato segue da vicino il percorso in raccordo con il Ministro Urso e il Governo Meloni, ha sottolineato l’importanza della riconversione del sito. Il piano prevede la trasformazione del polo in una moderna bioraffineria e in un impianto per il riciclo chimico dei rifiuti in plastica mista con la tecnologia “Hoop”.
La produzione si concentrerà sui biocarburanti HVO, come il Sustainable Aviation Fuel (SAF), utilizzando materie prime rinnovabili e di scarto, con una significativa riduzione delle emissioni di CO₂. La tecnologia Hoop, inoltre, secondo i dati sperimentali, ha mostrato una riduzione dell’81% delle emissioni di gas serra.
Investimenti e occupazione al centro del progetto
“È la dimostrazione concreta di come l’innovazione tecnologica possa generare benefici ambientali misurabili,” ha sottolineato Cannata.
L’investimento complessivo per il sito di Priolo è di circa 900 milioni di euro, parte di un piano più ampio da 2 miliardi sottoscritto da Eni-Versalis con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la transizione ecologica dei poli chimici italiani.
Fondamentale, ha ribadito il deputato, è l’aspetto occupazionale: l’accordo prevede il mantenimento dei livelli occupazionali e la formazione di nuove professionalità nel campo della chimica verde e dell’economia circolare.
“Sostenere questo percorso,” ha concluso Cannata, “significa scegliere un modello di sviluppo moderno, fondato sull’innovazione, sulla sostenibilità e sul rispetto per il lavoro e per l’ambiente. È questa l’industria che vogliamo per l’Italia e per la Sicilia: capace di competere, ma anche di custodire e valorizzare il territorio”.