Aggiornato al 09/06/2026 - 16:00
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Pachino, Esposto del sindaco Gambuzza contro “Pachino sicura”

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Il primo cittadino ha formalizzato un esposto in polizia chiedendo accertamenti sull’effettiva esistenza e legittimità del comitato civico che, dopo i fatti di Marzamemi, ha invocato pubblicamente la sospensione di alcol e musica nella frazione.

La ricetta è quella giusta: una buona dose di sfacciataggine (chiamatela, se volete, moderna deriva di esasperata visibilità fine a se stessa), fragili basi su cui poggiare, tracotanza in abbondanza e due o tre post con a seguito foto rigorosamente ritoccate. E, per non sbagliare, una spolverata di politica.

Gli elementi del leader cartonato ci sono tutti, così tanti da portare il sindaco, Giuseppe Gambuzza, a presentare un esposto contro il fantomatico comitato “Pachino sicura” chiedendo agli agenti di polizia del commissariato di via Tafuri di condurre accertamenti sia sull’attività del comitato, sia sulla legittima rappresentanza del soggetto che si auto proclama presidente. Il presidente del comitato in questione, dopo gli episodi relativi all’ultima rissa a Marzamemi lo scorso 2 giugno in cui sono stati registrati 4 feriti, ha chiesto al primo cittadino di sospendere la somministrazione di sostanze alcoliche e musicali.

Ma ci sono tanti elementi che non tornano nella vicenda, e che hanno portato il sindaco Gambuzza a prendere le dovute precauzioni. A partire dalla principale: l’esistenza o meno del fantomatico comitato. Infatti, dalle prime indagini effettuate direttamente dall’amministrazione «il comitato “Pachino Sicura” – ha scritto il sindaco – non risulta censito né accreditato tra le associazioni e gli organismi formalmente riconosciuti dall’amministrazione comunale. Non figurano nemmeno richieste di incontri istituzionali o partecipazioni a tavoli di confronto promosse dal comitato». In generale, nessuno ha mai sentito parlare del comitato e nessuno conosce componenti, se non qualche post sui social spuntato qui e li e pubblicato da colui che si autoproclama leader. La domanda sarebbe pure semplice: ma uno che rappresenta se stesso, può parlare a nome di un comitato cittadino? Sui social, la risposta è si. Dietro ad uno schermo non si vede cosa c’è. Ma si percepisce.

Su queste basi Gambuzza ha ritenuto opportuno sottoporre la vicenda all’autorità competente, affinché vengano svolti gli accertamenti necessari sull’effettiva costituzione e operatività dell’organismo e sulla legittimità della rappresentanza di chi ne dichiara la presidenza.

Ma c’è anche un aspetto relativo all’informazione ed ai messaggi che sono venuti fuori dal confronto a distanza tra il sindaco e il presidente del comitato. «Ho deciso di presentare l’esposto – ha precisato Gambuzza – anche nell’interesse della corretta informazione della cittadinanza e della tutela dell’immagine del territorio». Il modo utilizzato dal comitato, secondo il sindaco avrebbe enfatizzato gli episodi con l’effetto di alimentare nella collettività una percezione allarmante della sicurezza pubblica locale, con ricadute potenzialmente negative sull’immagine del territorio e sulle attività economiche e turistiche che vi operano.

Ah, la sana spruzzata di politica che, seppur facendo da sfondo (oppure, chissà), aggiunge sempre quel sapore particolare al piatto.

Il fantomatico presidente, infatti, nelle ultime settimane sarebbe stato intercettato nell’orbita di Grande Sicilia, il nuovissimo movimento di Raffaele Lombardo, Roberto Lagalla e Gianfranco Miccichè, che ha come leader in provincia il deputato regionale, Peppe Carta.

A smentire ogni tipo di vicinanza del presidente del comitato “Pachino Sicura” al movimento di Lombardo & co, però, è stato direttamente il commissario cittadino di Grande Sicilia, Turi Midolo. «Fino ad oggi – ha chiarito Midolo – non solo non conosco il soggetto in questione, ma non mi è mai arrivata alcuna notizia di una eventuale simpatia o vicinanza politica nei confronti del nostro movimento che – comunque – sarebbe dovuta passare dal circolo cittadino». Le affermazioni di Midolo sono estese anche alle voci di probabili adesioni di consiglieri comunali al movimento di Lombardo. «Lo escludo categoricamente – ha precisato il commissario Midolo – ogni passaggio va concordato con la base del partito in città».

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