Quarantotto ore di indagini, telecamere di sorveglianza, interrogatori e perquisizioni: gli investigatori del commissariato di Pachino hanno ricostruito l’aggressione avvenuta nel borgo marinaro e trovato anche il coltello nascosto in un’abitazione.
Dovranno rispondere del reato di lesioni aggravate due trentenni pachinesi, considerati i responsabili dell’accoltellamento di un 25enne nel pomeriggio di Pasqua a Marzamemi. Ci sono voluti due giorni di lavoro per gli investigatori del commissariato di polizia di via Tafuri per venire a capo della feroce aggressione avvenuta nel borgo marinaro in piena festa, nel giorno di Pasqua. Interrogatori, perquisizioni e visione delle telecamere e dopo 48 ore sono sbucati nomi, volti e anche l’arma da taglio con cui è stato accoltellata la vittima, che ha subito 10 coltellate tra la schiena e una gamba. Il 25enne, italiano di genitori algerini, è stato dimesso dall’ospedale “Di Maria” di Avola dopo due giorni.
I fatti
Stando ad una prima ricostruzione di quanto accaduto, il diverbio sarebbe iniziato all’interno di un locale. Ad avere un duro scambio di vedute, complice certamente il momento di festa, sono stati la vittima ed uno dei due trentenni indagati. Quando i due sono usciti fuori, la lite è continuata e a difesa del trentenne è accorso un amico e coetaneo. Le motivazioni sarebbero state futili, ma in pochi minuti in piazzale Balata è scoppiato il caos. Uno dei due trentenni ha tirato fuori un coltello e colpito 10 volte la vittima, accasciata al suolo. Il 25enne è stato soccorso prima da alcuni amici, è stato messo in sicurezza all’interno di un locale e successivamente trasportato all’ospedale “Di Maria” di Avola.
Le indagini
Ci sono voluti due giorni di indagini, ma gli investigatori del commissariato di polizia di via Tafuri sono riusciti a tracciare gli identikit degli aggressori. Dopo aver visionate le telecamere dei circuiti di sorveglianza disseminate nel centro storico di Marzamemi, qualche interrogatorio e alcune perquisizioni, sono venuti a galla i responsabili ed è stata anche trovata l’arma con cui è stata commessa l’aggressione, nascosta in una abitazione.
I due trentenni sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e dovranno rispondere del reato di lesioni aggravate.
L’appello del sindaco
All’indomani dell’aggressione il sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza, ha lanciato l’allarme denunciando una scarsa presenza di forze dell’ordine al cospetto di un sempre maggiore flusso di turisti.









