Il consigliere Paolo Cavallaro accende i riflettori sulla crisi dell’organico: «Risulta difficile comprendere come gli obiettivi di tutela possano essere perseguiti oggi con appena 9 unità operative chiamate a coprire l’intero territorio»
La risposta formale all’interrogazione ispettiva presentata dal consigliere comunale di opposizione, l’avvocato Paolo Cavallaro, svela una realtà allarmante sulla reale consistenza della Polizia Ambientale di Siracusa. I documenti ufficiali trasmessi dagli uffici del comando di via Molo fotografano un drastico e progressivo svuotamento della sezione.
Nell’arco di appena quattro mesi, il reparto specialistico della Polizia Municipale incaricato di combattere le discariche abusive e i reati ecologici ha visto flettere il proprio personale operativo di oltre il 52%.
Il documento ufficiale, firmato digitalmente dal responsabile della sezione, ricostruisce minuziosamente la emorragia di agenti a partire dall’inizio dell’anno corrente:
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1° Gennaio 2026: la sezione constava originariamente di 19 unità operative sul campo (esclusi il Responsabile ed il Vice Responsabile);
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Febbraio 2026: un primo agente viene prelevato e comandato in servizio stabile presso il Comando Centrale e un secondo viene assegnato all’Ufficio Verbali, facendo scendere la quota a 17 operatori;
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14 Aprile 2026: altre 4 unità operative vengono distaccate d’urgenza per costituire il presidio fisso di vigilanza alla Fonte Aretusa, riducendo l’organico a 13 unità;
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Maggio 2026: ulteriori 4 operatori vengono scelti e destinati alla neonata squadra deputata al controllo estivo del centro storico in Ortigia, lasciando la sezione con appena 9 agenti operativi sul territorio.
«Si tratta di numeri pesanti – attacca il consigliere Paolo Cavallaro –. Da anni Siracusa presenta criticità evidenti sotto il profilo del decoro urbano, del rispetto della differenziata e della tutela del patrimonio archeologico. Com’è possibile pensare di coprire l’intero territorio comunale e contrastare gli illeciti con soli 9 agenti rimasti a disposizione?».
L’aspetto più paradossale della vicenda è che, nonostante il progressivo dimezzamento della forza lavoro subìto da gennaio al 15 maggio 2026, la Sezione Ambientale ha prodotto una mole di lavoro straordinaria, confermando la dedizione degli operatori sul campo.
In meno di cinque mesi, le pochissime pattuglie superstiti hanno infatti garantito:
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Sanzioni fiscali: l’elevazione di ben 216 verbali amministrativi contro gli eco-furbi;
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Codice penale: la trasmissione di 58 comunicazioni di notizia di reato (CNR) all’Autorità Giudiziaria per illeciti penali in materia ambientale;
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Servizi speciali: la vigilanza dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, i controlli sul randagismo, i servizi viabilità nelle scuole e i monitoraggi antincendio.
Secondo Cavallaro, la città continua a essere ostaggio di punti cronici di abbandono incontrollato dei rifiuti. Interi quartieri urbani, dalla Mazzarrona alla Borgata, passando per Bosco Minniti fino ad arrivare alle frazioni balneari, sono costellati da discariche permanenti dove i temporanei interventi di pulizia servono a rimuovere il problema solo per pochi giorni. A questo si aggiunge lo spettacolo indecoroso dei cassonetti carrellati lasciati permanentemente in strada a ridosso di siti archeologici e monumenti di pregio.
L’esponente di opposizione solleva forti dubbi anche sulla gestione degli ispettori ambientali volontari. Il Comune ne ha recentemente rinnovato e prorogato il servizio contrattuale ma, ad oggi, non risulta che tali figure siano mai state concretamente dispiegate sul territorio per fare informazione o supportare la cittadinanza.
Il vero nodo, secondo l’analisi del consigliere, risiede nell’incapacità dell’amministrazione di pianificare in modo strutturale, preferendo rincorrere perennemente le emergenze spostando uomini da un ufficio all’altro.
Per sbloccare la situazione in vista della stagione calda, Cavallaro lancia una proposta concreta: “Per quale ragione non valutare l’utilizzo di una quota delle entrate derivanti dall’imposta di soggiorno per rafforzare temporaneamente il Corpo di Polizia Municipale durante i mesi estivi, quando aumentano presenze, flussi turistici, esigenze di controllo e necessità di tutela del patrimonio urbano?”
L’affondo finale del consigliere è una stoccata alla politica dei tagli e dell’immagine: «La vera questione è sapere chi si occupa ogni giorno dei problemi ordinari della città. Una comunità non si giudica dalle cerimonie o dalle inaugurazioni che organizza, ma dai problemi quotidiani che riesce a risolvere ai suoi cittadini».







