Aggiornato al 17/04/2026 - 10:38
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Processo per l’incidente in viale Scala Greca: patteggiamento per la morte della 75enne

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Condanna a un anno e 8 mesi con pena sospesa: decisiva la perizia sull’effetto “abbagliamento”

Si è chiuso con un patteggiamento davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare il procedimento penale relativo al tragico incidente stradale che, l’11 gennaio dello scorso anno, costò la vita a una donna di 75 anni in viale Scala Greca. L’imputato, un uomo che si trovava alla guida di un autocarro al momento del sinistro, è stato condannato alla pena di un anno e 8 mesi (pena sospesa), oltre alla sospensione della patente di guida per la durata di due anni.

La sentenza mette la parola fine a una vicenda dolorosa, ricostruendo attraverso perizie tecniche una dinamica complessa segnata da condizioni ambientali imprevedibili.

Il dramma si consumò nel primo pomeriggio, intorno alle 15:30. La vittima stava attraversando viale Scala Greca all’altezza di largo De Melio, utilizzando regolarmente le strisce pedonali. L’autocarro, che procedeva a una velocità moderata di circa 31 km/h verso via Necropoli Grotticelle, la travolse violentemente. Nonostante il tempestivo trasporto all’ospedale Umberto I di Siracusa, le gravi lesioni riportate non lasciarono scampo alla donna, che spirò poche ore dopo il ricovero.

A giocare un ruolo chiave nel definire l’entità della responsabilità penale è stata la perizia cinematica redatta dall’ingegnere Emanuele Magro. Se da un lato è stata confermata la totale assenza di colpa da parte della vittima, dall’altro l’analisi tecnica ha evidenziato fattori ambientali decisivi che hanno colpito il conducente:

  • Effetto abbagliamento: Un repentino passaggio tra zone d’ombra e luce solare intensa avrebbe causato un “vuoto” visivo.

  • Tempi di reazione fisiologici: Secondo il perito, l’occhio umano avrebbe impiegato tra i 3 e i 5 secondi per adattarsi a quel cambiamento di luce, rendendo la donna di fatto invisibile al conducente in quel frangente.

  • Fattori aggravanti: L’ampiezza del parabrezza del mezzo pesante e l’uso di lenti correttive da parte dell’uomo avrebbero accentuato il disturbo visivo.

La magistratura ha escluso che l’incidente potesse essere legato a distrazioni da smartphone. Le scatole nere e la dinamica delle manovre (cambio di marcia e sterzate improvvise nel tentativo di evitare l’impatto) hanno dimostrato che l’uomo era vigile, ma impossibilitato a percepire nitidamente l’ostacolo a causa del fenomeno ottico estremo.

La sentenza, pur riconoscendo la colpevolezza del conducente per non aver gestito con sufficiente prudenza le condizioni ambientali eccezionali, ha valutato come “non marcata” la violazione delle norme stradali, portando così alla determinazione della pena con il beneficio della sospensione.

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