Nella ricorrenza del 70° della disgrazia del Peschereccio Nuova Margherita, e nel 25° dall’inaugurazione del Monumento ai Caduti del Mare, venerdì 11 marzo alle ore 11.00 l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, ricorderà quei momenti con una cerimonia con le più alte Autorità della provincia di Siracusa. Nell’occasione sarà inaugurato un manifesto/espositore che indicherà l’importanza di quel luogo ai tanti siracusani che non sanno che all’interno di quelle aiuole vi è un Monumento ai Caduti del Mare.
Era un pomeriggio di un giorno di marzo del 1952. A Siracusa vi era una giornata nuvolosa. A un tratto un boato sconvolse la città. Un’esplosione che sentirono tutti in Ortigia. Il peschereccio “Nuova Margherita” era appena esploso in aria nei pressi di Massoliveri vicino all’imboccatura del porto dove aveva recuperato un siluro inesploso della 2^ guerra mondiale. Tutti gli uomini dell’equipaggio finirono in brandelli. Sopravvisse soltanto Sebastiano Veneziano (scomparso per cause naturali 30 anni dopo). 9 membri dell’equipaggio lasciarono le povere famiglie nella disperazione.
Il Capo barca era Francesco Bandiera (papà di Tatai che in seguito fu Sindaco di Siracusa). Gli altri membri erano: Francesco Mincella, Angelo Mincella, Salvatore Lentinello, Corrado Caldarella, Sebastiano Bordato, Egidio Cappuccio, Angelo Cappuccio, Angelo Romeo.
Ma, ironia della sorte, quel giorno doveva essere imbarcato sul peschereccio anche Giovanni Garofalo, ora novantenne, a cui è stato chiesto cosa ricordasse di quel giorno:
“Ero motorista e fui chiamato a risolvere un problema ai motori del “Nuova Margherita” che durò almeno due giorni. Finito quel lavoro avevo la possibilità di restare al mio posto ma per problemi personali decisi di sbarcare e cercarmi un altro imbarco. Il giorno dopo imbarcai sul Peschereccio “Unione primo” che faceva lo stesso lavoro del Nuova Margherita, oltre alla normale pesca venivamo ingaggiati dalla ditta Castaldi di Napoli vincitrice dell’appalto per il recupero nei fondali di bossoli e siluri. Quel giorno con il peschereccio Unione primo rientravamo in porto dopo una giornata di lavoro per recuperare bossoli. Ci incrociammo con il nuovo Margherita che usciva dal porto per andare in località Minareto/Massoliveri. Dopo qualche ora in Ortigia sentimmo il boato dello scoppio e quando seppi della disgrazia del Nuova Margherita subito pensai che se fossi rimasto imbarcato con loro avrei subìto la stessa brutta fine. Me li ricordo tutti quegli uomini come se fosse ieri.”
Nell’anno 2018 l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia SR, ha conficcato nella terra del Monumento ai Caduti del Mare, (sito alla Marina sotto i gradoni della Camera di Commarcio) una lapide con i nomi di tutto l’equipaggio, affiancandoli a tutti i nominativi dei Siracusani deceduti durante la seconda guerra mondiale.










