Aggiornato al 06/08/2025 - 11:01
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Aretusacque, i sindacati: “Basta politica, si parli di lavoro e futuro del depuratore IAS”

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Filctem, Femca e Uiltec bocciano il dibattito sulle nomine e chiedono un confronto con la nuova governance. “Tutelare i lavoratori nel passaggio e considerare gli ex Sai8. La nuova società rilanci il depuratore IAS”

Dopo le polemiche politiche che hanno accompagnato la costituzione di Aretusacque Spa, i sindacati dei chimici riportano il dibattito sui temi concreti: lavoro, efficienza del servizio e futuro del depuratore IAS. In una nota congiunta, Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, insieme alle RSU di Siam, chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la nuova governance della società.

I sindacati: “Basta alchimie politiche, si parli di lavoro e servizi”

“Ora che l’iter si è concluso,” dichiarano i segretari Fiorenzo Amato (Filctem), Alessandro Tripoli (Femca) e Giuseppe Di Natale (Uiltec), “non possiamo non osservare come il dibattito si sia concentrato quasi esclusivamente sulla costituzione del Consiglio di Sorveglianza, trascurando le vere questioni strategiche. È il momento di riportare il confronto sui temi concreti”.

Al centro delle preoccupazioni sindacali c’è la tutela dei lavoratori attualmente impiegati nelle varie gestioni che confluiranno nel nuovo gestore unico (comunali, Siam, Aspecon). “Il passaggio,” affermano i sindacati, “dovrà avvenire nel pieno rispetto dell’articolo 2112 del Codice Civile, che prevede il mantenimento dei diritti, delle condizioni contrattuali e dell’anzianità maturata“.

Viene inoltre sollevata la questione dei lavoratori ex Sai8 ed ex Sogeas, rimasti in passato fuori dal perimetro occupazionale. I sindacati chiedono che le loro professionalità vengano considerate in caso di future assunzioni.

La sfida del depuratore IAS: “Aretusacque si faccia carico di questa responsabilità”

Un’attenzione particolare è dedicata al futuro del depuratore consortile IAS. Con i principali utenti industriali che si stanno dotando di impianti autonomi, l’impianto rischia di essere svuotato del suo ruolo originario.

“Con la nascita di Aretusacque si apre una fase nuova,” affermano i sindacati. “La società ha ora l’occasione concreta di rivedere quanto previsto finora e di contribuire al rilancio di IAS attraverso un sistema di depurazione più coerente, partendo dal conferimento dei reflui civili della città di Siracusa“. Viene citato anche il caso di Augusta, per cui andrebbe valutato il collegamento a IAS.

“Aretusacque, nata per razionalizzare il servizio idrico, ha oggi il dovere di farsi carico anche di questa responsabilità,” concludono i sindacati. “È su questi temi, e non sulle alchimie politiche, che si misurerà il suo impatto reale sul territorio.”

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