Il segretario territoriale UGL Siracusa lancia l’allarme: “Gravi ripercussioni sull’export agroalimentare e sull’occupazione. Pronti a chiedere interventi regionali”
Il segretario territoriale della UGL di Siracusa, Antonio Galioto, interviene con preoccupazione sull’imminente entrata in vigore dei dazi USA al 30% sui prodotti europei, prevista per il 1° agosto. Un provvedimento che, secondo Galioto, “arreca un grave danno alle filiere che caratterizzano la nostra economia”, con effetti significativi anche nella provincia aretusea.
I settori maggiormente interessati, spiega il sindacato, riguardano l’agroalimentare e non solo, con particolare riferimento all’export verso gli Stati Uniti, fondamentale per molte aziende locali. “Saranno colpiti duramente i distretti produttivi anche nella nostra provincia – dichiara Galioto – si preparino i governi a compensare i mancati introiti e sostenere i posti di lavoro”.
La UGL sottolinea come le nuove tariffe rischino di incidere “pesantemente sull’export della nostra regione, con gravi ripercussioni non soltanto sulla produzione ma, per effetto dei maggiori costi, sui consumi e la forza lavoro”. I prodotti tipici e lavorati alimentari, che rappresentano una fetta rilevante del mercato export, saranno i primi a subire contraccolpi che, secondo Galioto, “non saranno assorbiti dai mercati interni, viste l’attuale flessione delle vendite e la frenata sui consumi nel nostro Paese”.
Secondo il sindacato, si rischia inoltre un effetto speculativo con “un ulteriore aumento dei prezzi, che colpiranno, in ultima istanza, i consumatori, alimentando una spirale disastrosa nel mercato interno”.
Galioto ricorda come una situazione simile si sia già verificata durante il primo mandato dell’ex presidente Trump, quando furono imposte tariffe aggiuntive che portarono a un “calo delle vendite a doppia cifra per i prodotti colpiti” e a “una ricaduta negativa sui bilanci delle aziende sia siciliane che provinciali”.
In particolare, l’industria alimentare della provincia – che include pasta, formaggi, vini, salumi, ortofrutta trasformata, marmellate, confetture omogeneizzate e dolci – è fortemente orientata all’export. Un’eventuale esclusione dai mercati statunitensi favorirebbe il fenomeno dell’italian sounding, ovvero la diffusione di prodotti contraffatti che imitano il Made in Italy, ma sono realizzati all’estero, danneggiando le piccole e medie imprese locali.
“Con i dazi non si registrerà soltanto un calo dei consumi nel mercato interno – aggiunge Galioto – ma anche negli Stati Uniti, dove l’inevitabile aumento dei prezzi ridurrà la domanda. E c’è da sperare che resistano i prodotti dei nostri distretti dell’intera regione siciliana”.
Il timore principale, ribadisce UGL, è che i dazi sull’export europeo finiscano per colpire in modo pesante “l’intero territorio nazionale, in particolare la regione siciliana che esporta una quota significativa verso gli USA”.
“Dunque, come sindacato siamo preoccupati e possiamo già anticipare che – in presenza di effetti negativi – chiederemo alla Regione che possa aiutare le imprese a compensare i mancati introiti, così da garantire i posti di lavoro così duramente messi a rischio” – conclude Antonio Galioto.