Aggiornato al 09/07/2025 - 11:41
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"Anna Maria Lepik"

Porto di Siracusa, un anno dopo l’attesa svolta è stallo totale. L’associazione di Randazzo lancia l’allarme

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A oltre un anno dall’ingresso nell’Autorità di Sistema Portuale, mancano ancora i piani strategici, il rappresentante in comitato di gestione e risposte su progetti chiave come il Marina di Archimede e il waterfront. L’avvocato Giovanni Randazzo chiede un intervento urgente del Sindaco e delle istituzioni

Doveva essere la svolta strategica, l’inizio di una nuova era di sviluppo coordinato e investimenti. Invece, a quasi un anno e mezzo dal suo ingresso nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sicilia Orientale (Marzo 2024), il Porto Grande di Siracusa si trova in una preoccupante fase di stallo. A denunciare la situazione è l’avvocato Giovanni Randazzo, presidente dell’associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”, che con una lettera aperta chiama a raccolta istituzioni e opinione pubblica.

“Abbiamo confidato che l’inserimento potesse dare nuovo slancio”, esordisce Randazzo, ma la realtà, a oggi, è un’altra. Il problema principale è che Siracusa (insieme a Pozzallo) è entrata nell’Autorità quando i principali documenti di programmazione erano già stati approvati, escludendo di fatto il capoluogo aretuseo da ogni previsione strategica.

Nonostante ripetuti incontri e richieste formali, l’ultima inviata il 13 giugno scorso, l’associazione lamenta la mancanza di tempistiche certe per l’aggiornamento di atti fondamentali. “In attesa di un riscontro”, scrive Randazzo, “riteniamo utile proporre pubblicamente le relative problematiche, data la loro rilevanza”.

Le urgenze non più rinviabili

La lista delle incombenze gestionali è lunga e dettagliata. L’associazione chiede di procedere senza ulteriori ritardi all’aggiornamento di documenti chiave:

  1. Documento di Pianificazione Strategica (DPSS): L’atto che definisce gli obiettivi di sviluppo dell’intera Autorità, approvato nel 2020, non contempla Siracusa. Senza di esso, il porto non ha una rotta definita.
  2. Piano Regolatore Portuale: Quello attuale è obsoleto e risale al 1919. La redazione di un nuovo piano è “indilazionabile” per definire le aree portuali e retro-portuali, con un impatto decisivo non solo sul porto ma sull’intero assetto urbanistico della città.
  3. Piano Operativo Triennale: L’ultimo, approvato nel 2022, non include Siracusa e non è stato sottoposto alla prevista revisione annuale.

A queste mancanze programmatiche si aggiungono questioni amministrative e politiche. Sul sito dell’Autorità, il rappresentante del Comune di Siracusa nel Comitato di Gestione risulta cessato e non sostituito. “È di fondamentale importanza che il Sindaco designi un nuovo componente”, sottolinea l’associazione, per dar voce alla città nelle sedi decisionali. Si chiede inoltre l’apertura di un ufficio amministrativo decentrato a Siracusa per avvicinare l’ente al territorio.

I grandi progetti al palo: dalla Marina di Archimede all’Idroscalo

Silenzio assoluto anche sul futuro del diportismo. L’associazione aveva proposto di riattivare il progetto “Marina di Archimede”, utilizzando le opere già parzialmente realizzate. Una proposta supportata da una relazione sulla fattibilità giuridica, ma che non ha ricevuto riscontro.

Infine, l’annosa e sentita questione del waterfront, l’area dell’ex Idroscalo a 500 metri da Ortigia, ancora nella disponibilità dell’Aeronautica Militare sebbene inutilizzata da decenni. L’associazione, insieme a Legambiente e al Comitato Cittadino per la Riqualificazione, ha supportato un ricorso al TAR contro un avviso per la concessione dell’area, considerato lesivo per gli interessi della collettività. Di recente, i termini per l’offerta sono stati riaperti a causa di un “non meglio chiarito mutato quadro internazionale”, una motivazione definita da Randazzo “tanto criptica quanto allarmante”, ancora una volta senza alcun coinvolgimento della comunità locale.

“Le questioni proposte meritano una risposta pronta e immediata”, conclude la lettera-appello di Randazzo. Un richiamo forte e chiaro rivolto non solo all’Autorità Portuale, ma anche al Sindaco, alle amministrazioni e all’intera cittadinanza, affinché il futuro del Porto di Siracusa torni ad essere una priorità assoluta.

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