Senza il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (Pudm) non si potranno rinnovare le concessioni in scadenza tra due anni. L’assessore Savarino: “Lavoriamo per accelerare, ma 27 comuni sono ancora inadempienti”
Un solo comune in regola su 123. È una corsa contro il tempo quella della Sicilia per definire i Piani di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (Pudm), strumenti indispensabili per regolare l’uso delle coste e, soprattutto, per il futuro delle concessioni balneari. Ad oggi, solo il comune di Milazzo (ME) ha un piano approvato in via definitiva, mentre per tutti gli altri enti locali rivieraschi la procedura è in alto mare.
Savarino: “Rischio Paralisi, Accelerare le Procedure”
Senza il Pudm, infatti, non si potrà procedere con il rilascio delle nuove concessioni, un tema caldissimo dato che le attuali 1.682 concessioni in Sicilia scadranno tra due anni.
“Un solo piano approvato in via definitiva, questa è la situazione che ho trovato un anno fa quando mi sono insediata,” ha dichiarato all’ANSA l’assessore regionale all’Ambiente, Giusi Savarino. “Abbiamo lavorato intensamente, e ad oggi sono 93 i Pudm redatti dai Comuni e in fase di valutazione“. Tra questi figurano quelli dei comuni di Augusta, Noto, Priolo e Siracusa.
Tuttavia, la situazione resta critica: 27 Comuni non hanno ancora definito il piano, mentre tre sono esenti perché ricadono in aree di riserva naturale. “L’assessore,” si legge nella nota, “ha sollecitato gli organismi regionali di valutazione ad accelerare le procedure, perché il tempo stringe. Senza piani definitivi c’è il rischio della paralisi”.